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Test fat bike elettrica Mekkanobike

22 gennaio 2015 • Recensioni bici elettriche

Fat bike elettrica Mekkanobike

Introduzione

La bici che abbiamo testato nelle ultime settimane è molto particolare: si tratta infatti di una fat bike elettrica prodotta dalla Mekkanobike, neonata ditta di Pesaro. Le fat bike hanno la caratteristica di montare delle ruote e dei copertoni molto larghi, che permettono alla bici di non affondare su superfici cedevoli come sabbia o neve; grazie al motore, le fat bike elettriche hanno un raggio d’azione ancora più ampio. Le bici Mekkanobike hanno anche un’altra particolarità: il telaio è prodotto interamente in Italia, cosa rarissima di questi tempi, ed è composto da pezzi bullonati fra loro, non saldati.

Ecco un breve video di presentazione della bici:

Ma andiamo a conoscerla meglio.

I componenti elettrici

test fat bike elettrica

La fat bike elettrica Mekkanobike in versione definitiva monta un motore 36V Bafang BBS01 da 350W depotenziato a 250W, con limitatore a 25km/h. La versione che abbiamo testato era un prototipo che montava invece un motore Bafang BBS02 da 500W. Il motore è posizionato all’altezza del movimento centrale, risultando ben protetto dagli urti. E’ silenzioso anche sotto sforzo, producendo solo un fruscio di sottofondo. Mekkanobike ha deciso di operare una modifica alla centralina del motore, togliendo la funzione che adegua l’erogazione della potenza alla cadenza di pedalata; il motore tende sempre dunque a erogare il massimo della potenza, e per questo motivo la bici ha uno spirito decisamente sportivo, con rapide accelerazioni che fanno raggiungere in poco tempo la velocità massima.

fat bike elettrica su nevePoiché il motore agisce sulla trasmissione, l’accelerazione è comunque sempre decisa ma progressiva, e non si determinano mai degli strappi come accade a volte con alcuni motori al mozzo. Nella versione definitiva della bici sarà presente anche un sensore che stacca l’erogazione di potenza durante la cambiata, per non stressare troppo la trasmissione della bici; si tratta di una soluzione che abbiamo già testato su una mtb elettrica Focus: sarà importante far sì che lo stacco non sia eccessivamente lungo, per non far perdere velocità soprattutto in salita.

Il motore è azionato da un sensore di rotazione dei pedali; poiché, come già notato, il motore agisce direttamente sulla trasmissione, la sensazione di pedalata è più naturale rispetto ai motori posizionati sul mozzo; non si raggiunge comunque la naturalezza offerta dai sensori di coppia. Il motore si attiva velocemente, dopo meno di un quarto di giro dei pedali; lo stacco dell’assistenza quando si smette di pedalare è invece un po’ lento.

Il sistema di comando è basato su un display posizionato centralmente, abbinato a una pulsantiera separata, messa accanto alla manopola sinistra, a portata di pollice. Si tratta di una soluzione che permette di operare facilmente sulla pulsantiera e allo stesso tempo proteggere meglio il display in caso di cadute. Il display mostra il livello di assistenza, la velocità istantanea, il percorso parziale e l’orario; manca un’indicazione della potenza erogata dal motore. L’indicazione dello stato di carica della batteria è influenzata dall’uso che si sta facendo della bici: non bisogna quindi spaventarsi se, partendo magari in salita con il livello massimo di assistenza, il display mostrerà una scarica rapidissima; una volta superato il picco di potenza verrà mostrata un’indicazione di carica della batteria più realistica.


display fat bike elettrica

La pulsantiera ha tre pulsanti: +, – e un pulsante di accensione usato anche per muoversi all’interno del menu. I pulsanti sono poco rilevati e per questo difficili da azionare senza guardare, soprattutto se si indossano guanti invernali. Premendo insieme i pulsanti + e – è possibile regolare alcuni parametri, come ad esempio la velocità massima.

pulsantiera

La centralina ottiene informazioni sulla velocità della bici grazie a un semplice magnete posto sulla ruota posteriore, che attiva un sensore posizionato sul fodero basso sinistro del telaio.

sensore velocità

La batteria è da 500Wh, basata su celle Samsung, ovviamente al litio. E’ posizionata internamente al telaio e, grazie anche al motore centrale, fa sì che il peso della bici sia ben equilibrato. Un sistema basato su chiavi serve ad accendere e spegnere la bici, oltre a sbloccare il pannello che permette la rimozione della batteria.

chiavi rimozione batteria

Questa operazione non è molto semplice nella bici che abbiamo provato, ma da Mekkanobike ci hanno informato che la versione definitiva della bici avrà un pannello con un’apertura maggiore, che dovrebbe permettere una più facile rimozione della batteria. Un altro miglioramento che ci sentiamo di proporre a Mekkanobike è quello di rendere la chiusura stagna tramite delle guarnizioni. Il caricabatterie in dotazione è silenzioso; la batteria può essere ricaricata anche se lasciata nel telaio.

cavi batteria

I cavi all’interno del telaio

I componenti meccanici

Molti dei componenti meccanici di questa fat bike elettrica sono naturalmente molto particolari, in quanto pensati per ospitare le ruote “ciccione”. Ma il componente più particolare di tutti è indubbiamente il telaio. Si tratta di un telaio realizzato interamente in Italia dalla stessa Mekkanobike, a partire da componenti in alluminio lavorati a CNC. Le singole parti così ottenute non sono saldate fra loro, bensì unite tramite bulloni, come si può vedere dalle foto della bici. Da qui il termine “Mekkanobike”.

Fat bike elettrica, telaioLe parti più importanti in una fat bike sono indubbiamente le ruote. In questo caso sono dotate di mozzi FRM da 170mm e perno passante da 15mm.

Mozzo ruota fat bike elettricaIl cerchione (Mulefüt 80SL) è forato per alleggerire la struttura e per permettere la deformazione, data la bassa pressione di gonfiaggio alla quale si usano questi mezzi.

Cerchione ruota fat bike elettricaLe ruote ospitano dei copertoni Surly Larry da 3,8 pollici. Sono nominalmente da 26″, ma in pratica sono talmente grandi da portare il diametro della ruota a una misura simile a quella delle ruote da 29″.

Fat bike elettrica, copertoni SurlyLa forcella deve essere specifica per fat bike, in modo da permettere il passaggio di ruote così ampie. In questo caso si tratta di una Rockshox RL 26″ Bluto, con escursione da 100mm.

Fat bike elettrica, forcellaL’ammortizzatore posteriore è un Rockshox Monarch.

Fat bike elettrica, MekkanobikeE’ fissato al telaio attraverso un ampio buco, che lascia purtroppo passare sporco e acqua. Dalla Mekkanobike ci hanno assicurato che la versione definitiva della bici avrà un’apertura di dimensioni più ridotte. E’ anche vero che il motore è all’interno di un contenitore stagno, e non dovrebbe quindi risentire di questo problema.

Fat bike elettrica

Il compito di rallentare la bici è affidato a freni a disco idraulici Magura, con rotori da 203mm all’anteriore e 180mm al posteriore.

rotore disco

La zona manubrio risulta pulita, sia come comandi che come cablatura.

manubrioA sinistra c’è il comando del freno del freno anteriore, la pulsantiera già nominata, e lo sblocco rapido della forcella:

comando freno e forcellaAl centro si trova il display, di cui abbiamo già parlato. Sulla destra invece il comando del cambio e il freno posteriore.

cambio e freno posterioreLa trasmissione, data la presenza del motore Bafang, è ovviamente basata su un sistema monocorona. In questo caso si è scelta una corona da 46 denti, ma è possibile anche scegliere corone più piccole.

Corona motore Bafang

Il cambio posteriore è basato sul sistema Sram X5, a 10 velocità.

Cambio posterioreLa sella Selle Italia SL XC 13 è ampiamente regolabile.

Sella fat bike elettricaIl tubo reggisella ha dato qualche problema in fase di test ed è stato necessario bloccarlo in posizione con una soluzione altamente tecnologica: un pezzetto di carta ripiegato. Dalla Mekkanobike ci hanno assicurato che il problema non si presenterà nella versione definitiva della bici – ricordiamo ancora che abbiamo testato un prototipo.

La prova su sentiero

fat bike elettrica su sterrato

La prima sensazione che si prova salendo in sella a questa fat bike elettrica Mekkano è di grande stabilità, data dal grande diametro delle ruote e dal manubrio largo. Cominciando a pedalare, il motore si attiva dopo meno di un quarto di giro di pedale. La potenza del motore si sente tutta, ma poiché esso agisce direttamente sulla trasmissione l’accelerazione è comunque graduale, mai “a strappo”. Il motore rimane sempre decisamente silenzioso, e anche sotto sforzo si sente solo un fruscio di sottofondo. A proposito di rumore: nei primi giri su asfalto fatti per prendere confidenza con il mezzo è curioso sentire il rumore causato dai copertoni: lo stesso di una mtb tacchettata, ma molto più intenso.

fat bikeAffrontiamo finalmente i primi tratti in sterrato. L’ampio diametro delle ruote, insieme all’azione delle sospensioni, permette di superare senza timori ostacoli come radici o piccoli scalini. Dove si perde qualcosa è in termini di agilità, cosa che si nota soprattutto in curva: per ridurre al massimo l’angolo di curva, è necessario lavorare bene con il corpo per contrastare la tendenza di questa pesante bici ad andare dritta; la situazione è comunque migliore di quanto ci fossimo aspettati; spesso comunque ci siamo ritrovati a frenare un po’ più del solito entrando in curva a velocità un po’ più basse; poco male, in quanto grazie al motore il rilancio dell’andatura è quasi immediato.

Nei nostri test in pianura abbiamo notato solo piccole differenze fra i 9 livelli di assistenza. Anche il più basso porta rapidamente alla velocità massima con uno sforzo minimo. La differenza fra i vari livelli è praticamente impercettibile in pianura, a meno di non farci caso con attenzione. In generale ci piacciono le bici con numerosi livelli di assistenza, ma i 9 del sistema Bafang sono forse eccessivi: 5 sarebbero più che sufficienti. Ad ogni modo, la differenza fra i livelli si nota di più in salita. L’ampio range di rapporti a disposizione, insieme ovviamente all’aiuto del motore da 500W, permette di superare dei muri anche ripidi – noi abbiamo provato fino al 25% circa – nonostante la presenza di una corona da 46. Se pensate di usare questa fat bike elettrica spesso in salita, potete prendere in considerazione la possibilità di far montare una corona più piccola. E’ una cosa che ci sentiamo di consigliare, anche per un altro motivo: la velocità minima.

fatCon questa corona da 46 infatti è risultato impossibile procedere a una velocità inferiore agli 11-12 km/h a motore acceso. Quando però abbiamo provato un tratto di sentiero scassatissimo – praticamente impossibile da fare con una mtb normale – lo abbiamo superato meglio a motore spento, mantenendo una velocità di 7-8 km/h, che a motore acceso. La velocità più bassa infatti ci permetteva di controllare meglio la bici e di ridurre le vibrazioni sulle braccia. Tutto dipende naturalmente dal tipo di terreno che pensate di affrontare più spesso: asfalto in pianura ad alte velocità, o sentieri scassati e in salita?

La prova su neve

Un test di una fat bike non può dirsi completo se non prevede l’uso del mezzo su una superficie difficile come la neve. Per questo motivo abbiamo portato questa fat bike elettrica Mekkanobike a fare un giro in montagna. Le condizioni erano ottimali, in quanto abbiamo trovato tratti di neve fresca (15-20cm), tratti di neve compatta, e tratti ghiacciati.

Test fat bike elettrica Mekkanobike

Abbiamo cominciato a pedalare in un tratto di neve compatta: una strada di servizio nei pressi di un impianto sciistico (ben lontano dalle piste per non dare fastidio a nessuno). Lungo la strada abbiamo incontrato un biker che procedeva con una normale mtb, ma era chiaro che la fat aveva un’aderenza ben maggiore; su fondo compatto si procede bene senza troppi problemi, né in salita né in discesa. Si innestano comunque spesso dei microslittamenti, ma se si assecondano i movimenti della bici senza scomporsi si riesce sempre a ristabilire la giusta aderenza quasi immediatamente. La frenata deve essere molto morbida per non bloccare le ruote. Le curve della strada si seguono senza problemi.

fat bike su neveAppena lasciata la strada per inoltrarci nel bosco, abbiamo incontrato della neve fresca, fondo solitamente off-limits per una mtb. Qui è fondamentale diminuire di molto la pressione dell’aria all’interno dei copertoni, altrimenti procedere è molto difficile. Una volta compiuta questa operazione però pedalare su neve fresca risulta relativamente facile, e divertente. Fondamentale a nostro avviso l’aiuto del motore: in questo caso infatti a velocità più elevate si procede molto meglio che a basse velocità; mantenere alte velocità è molto difficile senza motore (anzi, a motore spento è complicato anche partire). Anche su neve fresca sono frequenti dei microslittamenti, che all’inizio possono preoccupare; si impara presto però che la cosa migliore da fare è lasciar scorrere la bici, con le ruote che recuperano subito aderenza. In pianura e in discesa si procede bene; brevi salitelle possono essere superate con un po’ di slancio; salite lunghe sono molto difficili, in quanto la velocità diminuisce e la bici si pianta. La curva rimane il momento più delicato: c’è bisogno di un ampio spazio, anche per non far calare troppo la velocità. I freni sono praticamente inutili su neve fresca: basta smettere di pedalare e la bici rallenterà velocemente, fermandosi quasi subito.

Per vedere come si comporta la bici sulla neve potete anche guardare il video a inizio articolo.

In conclusione

fat bike

Questa fat bike elettrica Mekkanobike si è rivelata essere un mezzo molto versatile e divertente. Pedalare su neve fresca è una sensazione all’inizio strana ma che diventa presto entusiasmante. Anche se non c’è neve la fat bike permette di divertirsi molto anche su sterrato, anche su tratti molto scassati. Dove pecca un po’ è nell’agilità, soprattutto in curva. Parlando più in particolare di questa Mekkanobike, possiamo dire che è sicuramente un mezzo di qualità, ben concepito ed equilibrato. I piccoli difetti che abbiamo riscontrato sono dovuti al fatto che si tratta di un prototipo, e la versione definitiva della bici – disponibile fra poche settimane a un prezzo di circa 4950€ – dovrebbe averli risolti. Questa Mekkanobike fat può essere utile a chi vuole ampliare i propri orizzonti ciclistici, ma la vediamo bene anche come mezzo da offrire in noleggio – 12 mesi l’anno! – presso impianti sciistici.

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