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Test bici elettrica pieghevole Monty EF39

13 febbraio 2015 • Recensioni bici elettriche

Le bici elettriche pieghevoli sono ottime per girare in città. Possono essere caricate facilmente sui mezzi pubblici o nel bagagliaio di un’automobile, permettono di faticare di meno, e entrano senza troppi problemi in ufficio o a casa, riducendo così il rischio di furto. Rispetto alle bici pieghevoli non elettriche hanno tuttavia lo svantaggio di pesare un po’ di più. La bici oggetto di questo test è la Monty EF39, una classica bici elettrica pieghevole da 20″ dal prezzo contenuto.

test bici elettrica pieghevole Monty EF39

 L’imballaggio

Prima di tutto una nota su come ci è arrivata la bici: si tratta della confezione meglio realizzata e più sicura che abbiamo visto, a partire dallo scatolone esterno fino alle varie protezioni interne applicate sulla bici:

imballaggio bici elettrica

protezione ebike

I componenti elettrici

Per accendere la centralina, è necessario prima di tutto premere il pulsante che vedete al centro della foto, retroilluminato in azzurro, subito prima della cerniera di chiusura della bici.

pulsante accensione ebike pieghevole

Si preme poi il pulsante ON/OFF sulla pulsantiera. Quest’ultima è posizionata centralmente sul manubrio, e per agire su di essa è necessario staccare la mano sinistra dal manubrio, cosa un po’ scomoda da farsi. I pulsanti inoltre sono poco rilevati, e praticamente impossibili da percepire al tatto, soprattutto se si usano guanti invernali. L’indicazione di carica della batteria è basata su quattro LED, e ci è sembrata precisa, né troppo ottimistica né pessimistica. Con i pulsanti + e – è possibile scegliere uno dei tre livelli di assistenza; tenendo premuto il pulsante + per circa un secondo si attiva la funzione di assistenza alla camminata.

Pulsantiera ebike pieghevole

La bici è dotata di un classico motore al mozzo posteriore da 250W e 36V, brushless, geared, prodotto dalla Aikema. Si tratta di un marchio forse poco conosciuto, ma come vedremo il motore si è rilevato ottimo.

motore bici elettrica pieghevole Monty EF39

L’attivazione del motore è comandata da un piccolo sensore di rotazione dei pedali posizionato all’interno della pedivella sinistra.

sensore ebike pieghevole Monty EF39La batteria è nascosta all’interno del telaio. E’ un’ottima soluzione che la protegge da urti e agenti atmosferici, rende molto pulito il design della bici, e bilancia il peso del motore al posteriore. Per ridurre lo spazio e il peso della batteria, essa ha una capacità leggermente inferiore alla media, di 313Wh (36V * 8,7Ah). Si tratta comunque di una capacità più che sufficiente per una bici elettrica pieghevole, destinata a essere usata principalmente in ambiente urbano per spostamenti di pochi chilometri.

batteria bici elettrica pieghevolePuò essere rimossa facilmente una volta ripiegata la bici, agendo con la chiave fornita sul meccanismo di blocco:

attacco batteria ebike pieghevoleEd ecco la batteria una volta tirata fuori dalla bici: è leggera e facilmente trasportabile.

batteria rimossaLa batteria può essere ricaricata anche quando è dentro al telaio, collegando il caricabatterie a questo connettore:

connettore batteria ebike pieghevole Monty EF39 I cavi nella zona manubrio sono inguainati e ben ordinati.

cavi zona manubrioPer raggiungere la parte posteriore della bici, scorrono lungo questa canalina posizionata sotto il tubo del telaio.

canalina cavi bici elettricaIl cavo del motore è dotato di un connettore per lo sgancio rapido, nel caso sia necessario smontare la ruota per sostituire la camera d’aria:

cavo motore ebike Monty EF39Le luci anteriore e posteriore sono a batteria:

luce anteriore ebike

I componenti meccanici

I componenti meccanici di questa bici sono generalmente di discreta qualità, pensati per funzionare bene mantenendo il prezzo basso.

Il  telaio è a scavalco basso, anche grazie al fatto che la batteria è posizionata all’interno e non sopra al tubo orizzontale del telaio.

telaio ebike pieghevoleE’ dotato di una specie di maniglia centrale che rende molto facile sollevare la bici, il cui peso come detto risulta ben equilibrato:

maniglia telaioE’ in alluminio 6061, e non presenta alcun tipo di ammortizzazione:

telaio bici elettrica pieghevoleI copertoni (Kenda Kwest 20×1,50) sono molto lisci centralmente e hanno delle scanalature laterali non molto profonde:

copertoni bici elettrica pieghevole Monty EF39Le ruote non sono dotate di sgancio rapido, ma sono coperte da dei parafango:

ruote ebike pieghevole Monty EF39La funzione di rallentare e frenare la bici è affidata a dei classici freni V-Brake che svolgono discretamente il loro lavoro; dobbiamo notare però che sono arrivati completamente sregolati:

freni v-brakeLe leve freno sono dotate del sensore per la disattivazione del motore:

leve freno bici elettricaLa sella è di un marchio italiano (Selle Bassano), larga e imbottita:

sella ebike pieghevoleIl portapacchi posteriore riporta la scritta “max 25 kg”. Dobbiamo notare che era montato in modo un po’ storto:

portapacchi

La trasmissione è basata su componenti Shimano. Presenta una corona anteriore da 52 denti, e un pacco pignoni a 7 velocità (14-28):

Trasmissione bici elettrica pieghevoleIl comando al manubrio è un classico RevoShift a manopola. Una volta regolato bene il cambio, il deragliatore funziona in modo preciso e veloce.

La prova su strada

Una bici elettrica pieghevole è destinata a essere usata principalmente in città, sfruttando magari l’intermodalità. Per questo l’abbiamo provata con sessioni fra gli 8 e i 38 chilometri circa sull’asfalto di Roma.

test ebike pieghevole Monty

La posizione in sella è rilassata e a busto eretto. Il tubo del manubrio ci è sembrato un po’ lungo: persone alte 1,70 metri o meno potrebbero trovare il manubrio un po’ troppo alto rispetto al sellino.

Iniziando a pedalare, il motore si attiva dopo poco meno di mezzo giro di pedale. L’avvio dell’assistenza è sempre graduale, e non si innescano mai degli “strappi” fastidiosi. Smettendo di pedalare, il motore si disattiva quasi immediatamente. Ci è piaciuto il fatto che il motore è sempre silenzioso, anche quando è messo sotto stress in fase di partenza o in salite ripide.

Le velocità raggiungibili con i tre livelli di assistenza sono rispettivamente di circa 12, 16 e 22 km/h, in pianura. Manca in pratica su questa bici l’ultimo livello di assistenza, quello che innesca il tipico comportamento “a onde” visto in tante altre bici, con il motore che si attiva e disattiva ciclicamente andando a una velocità di poco inferiore o superiore ai 25 km/h. Con il terzo livello di assistenza si procede comunque bene a 22 km/h con la sola pedalata simbolica (cioè senza fare alcuno sforzo effettivo sui pedali), velocità che sale ai 23-24 km/h se si sceglie di spingere un po’ con le gambe.

test bici elettrica pieghevole Monty EF39

Il motore si comporta ottimamente anche in salita, anche grazie al ridotto diametro della ruota. La partenza in salita è stata possibile anche su salite ripide, selezionando naturalmente il rapporto più corto. Poiché il motore si attiva solo dopo circa mezzo giro di pedale credevamo di avere dei problemi durante la partenza in salita, ma in realtà esso dà la spinta sufficiente a far superare quell’attimo di stasi fra la prima pedalata e la seconda, e una volta partiti non ci sono problemi. In generale quindi il motore si comporta bene in salita, tanto che non abbiamo sentito la mancanza del pignone da 34 dietro come invece era accaduto con altre bici simili.

Il sistema di assistenza alla camminata fa erogare al motore una potenza molto bassa; non può quindi essere usato per agevolare la partenza della bici, come accade invece con altre bici che abbiamo provato.

L’angolo sterzo è molto verticale. Questo, unito al telaio corto, fa sì che la bici sia molto reattiva e agile, sconfinando a volte nell’essere nervosa: meglio non esagerare con la velocità in discesa. La mancanza di qualsiasi forma di ammortizzazione si fa sentire su buche e asfalto molto sconnesso, quando le vibrazioni trasmesse alle braccia sono decisamente forti. Gli sterrati semplici e compatti non sono un problema, ma meglio restare il più possibile su asfalto liscio.

L’autonomia della bici è più che sufficiente per girare in città. Usando sempre il livello di assistenza massimo, la batteria ci ha assistito fino a circa 38km durante un giro fra le piste ciclabili e le strade di Roma, con numerose brevi salite e ripartenze ai semafori.

La bici è molto scorrevole, e si pedala bene anche a motore spento.

Come si ripiega

Con la bici appoggiata sul cavalletto, si ripiega il manubrio agendo su questo gancio:

gancio per manubrioRipiegando il manubrio, è utile allungarlo un po’ per facilitare le operazioni successive:

manubrio piegatoSi abbassa il sellino: il tubo reggisella servirà poi per sostenere la bici una volta ripiegata completamente.


manubrio ripiegatoSi ripiegano i pedali:

pedali piegatiE si sblocca la cerniera centrale per ripiegare il telaio:

telaio piegatoDopo aver provato un paio di volte, si compie l’operazione in circa 40 secondi. Per aprirla bastano circa 30 secondi. Una volta piegata completamente, la bici ha le seguenti dimensioni in cm: 80x64x36. Entra facilmente nel bagagliaio di un’auto non troppo piccola.

Confronto con la Bad Bike Awy

Per capire meglio questa bici elettrica pieghevole Monty EF39 può essere interessante confrontarla con un’altra bici che abbiamo avuto in test tempo fa: la Awy della casa partenopea Bad Bike. Sono due bici elettriche all’apparenza simili (entrambe pieghevoli con ruote da 20″) ma in realtà seguono due filosofie molto diverse.

Bici elettrica Bad Bike

La Awy monta dei componenti meccanici molto diversi: in particolare la differenza principale è fatta dai copertoni larghi (2,1″), dalla forcella ammortizzata, dal freno a disco anteriore e dal canotto sella ammortizzato. Tutto questo fa sì che la bici assorba molto bene le asperità dell’asfalto, al contrario di questa Monty EF39. Il lato negativo è però il peso: 23 kg per la Awy, contro i 18 della Monty EF39, una differenza non di poco conto. Sono due bici che si pongono a due estremi diversi, fra le pieghevoli elettriche con ruote da 20″. La cosa bella è che un consumatore può scegliere il mezzo più adatto al tipo di percorsi che frequenta abitualmente: se pensate di pedalare su asfalto prevalentemente liscio, dovendo caricare quotidianamente la bici su mezzi pubblici o nel bagagliaio dell’auto, potete risparmiare e scegliere la Monty a 1099€; se invece nelle vostre zone l’asfalto è spesso irregolare e pieno di buche, e non dovete sollevare troppo spesso la bici per cui non vi preoccupa il peso in più, allora meglio spendere qualcosa in più per aggiudicarsi la Bad Bike Awy a circa 1400€.

In conclusione

test ebike pieghevole Monty EF39

Cosa ci è piaciuto:

-la batteria integrata nel telaio
-il motore silenzioso e con una buona spinta in salita
-il peso ridotto (18 kg)
-il prezzo contenuto (1099€)

Cosa non ci è piaciuto:

-La mancanza di qualsiasi forma di ammortizzazione che rende difficile procedere su asfalto sconnesso o superare buche
-Il tubo del manubrio un po’ troppo lungo

La bici elettrica pieghevole Monty EF39 è in vendita su monty-store.com

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One Response to Test bici elettrica pieghevole Monty EF39

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