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Test bici elettrica da città Wayel Trilogia 2.0 Briosa

23 giugno 2015 • Recensioni bici elettriche

La bici elettrica Wayel Trilogia 2.0 Briosa che abbiamo testato nelle ultime settimane è una classica bici da città elettrica con alcune particolarità: prima su tutte la trasmissione cardanica. La dicitura “2.0” indica le bici elettriche che Wayel realizza ora in Italia, in attesa che la nuova fabbrica nei pressi di Bologna cominci a funzionare a pieno regime. Ma andiamo a conoscerla meglio.

bici elettrica Wayel Trilogia 2.0 Briosa

Tutte le foto sono ingrandibili cliccando

Componenti elettrici

Questa bici elettrica si basa su un motore al mozzo anteriore, il cui peso è bilanciato da una batteria posizionata posteriormente.

Per accendere la centralina è necessario prima di tutto agire sulla chiave posizionata nei pressi della batteria. A questo punto si può accendere il sistema tramite la scheda di controllo presente sul manubrio. Da questa è possibile monitorare lo stato di carica della batteria, e scegliere uno dei tre livelli di assistenza disponibili. È anche possibile attivare la funzione “soft start”, anche nota come “assistenza alla camminata”, che fa procedere la bici a una velocità di circa 5-6 chilometri orari e può essere utile in fase di partenza. I led sono un po’ difficili da vedere in pieno sole. I pulsanti sono poco rilevati ma facili da raggiungere col pollice senza staccare la mano dal manubrio.

comandi bici elettrica

Il motore si attiva grazie a un sensore di rotazione dei pedali posizionato fra la pedivella sinistra e il movimento centrale.

sensore rotazione pedali

Il motore sul mozzo anteriore è da 250W, 36V, brushless, sensored, marchiato Wayel.

motore ebike

La batteria si trova sul portapacchi posteriore. È una 36V 10,4 Ah (con una capacità quindi di 374 Wh, valore ottimo per un uso urbano), con celle al litio Samsung. Pesa circa 2,4kg. È tenuta in posizione con un sistema molto saldo e sicuro.

batteria ebikePuò essere trasportata facilmente grazie alle dimensioni compatte e a una specie di maniglia ricavata nell’involucro in plastica. È disponibile anche una batteria da 7,8 Ah per chi non ha bisogno di grande autonomia e preferisce risparmiare un po’ di peso.

batteria bici elettricaLa centralina si trova nell’attacco del manubrio. È una soluzione molto particolare che permette di ridurre la lunghezza di alcuni cavi. Tuttavia in questo modo non si può cambiare l’attacco manubrio se se ne preferisce uno più corto.

centralina

l’attacco manubrio visto dal basso

Completano la sezione relativa ai componenti elettrici i sensori di cut-off del motore di cui sono dotate le leve freno, in modo da disattivare immediatamente il motore quando si frena.

leve freno con cut-off motore

La cablatura è in genere ben curata, con connettori a sgancio rapido per tutti i cavi più importanti. Vediamo ad esempio questo dettaglio del cavo motore, retto in posizione da una vite e dotato di sgancio rapido:

dettaglio cavo motoreI cavi passano per quanto possibile all’interno del telaio, lasciando una linea molto pulita:

cavi all'interno del telaioEcco la zona sotto al movimento centrale, dove passano ben 4 cavi (freno posteriore, cambio al mozzo, batteria, sensore di pedalata):

cavi sotto al movimento centraleL’unico appunto che ci sentiamo di fare riguarda la cablatura nella zona anteriore, dove sarebbe stato possibile raccogliere almeno alcuni cavi in guaine per una maggiore pulizia estetica:

cavi al manubrio I faretti funzionano tramite delle batterie proprie, e non sono collegati al sistema elettrico della bici:

faretto posteriorePer maggiori informazioni su come si comportano i componenti elettrici all’atto pratica, leggete la sezione “prova su strada” più in basso.

 Componenti meccanici

Questa ebike Wayel Trilogia 2.0 Briosa è basata su un telaio in alluminio idroformato 6061, che risulta molto elegante grazie al design particolare e al colore beige mischiato con il bianco e il nero. Il portapacchi è integrato direttamente nel telaio, risultando quindi molto rigido e resistente. In generale la qualità costruttiva è molto buona, come si nota dal preciso accoppiamento dei componenti, come ad esempio i due parafango o i pedali.

ebike wayel trilogia 2.0 briosaDal punto di vista dei componenti meccanici, sono due le particolarità di questa bici elettrica da città Wayel Trilogia 2.0 Briosa: la trasmissione cardanica e il cambio al mozzo.


bici con trasmissione cardanicaLa trasmissione cardanica usa degli ingranaggi per trasmettere il movimento dai pedali a un tubo che va fino al mozzo posteriore; qui un sistema di ingranaggi speculare trasferisce il movimento al mozzo stesso, facendo ruotare la ruota. Il sistema in sé non permette di variare il rapporto di pedalata, ma la bici è dotata di un cambio al mozzo Shimano Nexus a 3 velocità. Cosa vuol dire tutto questo in pratica? La descrizione del sistema può essere complicata, ma in pratica il tutto si traduce in un’esperienza d’uso molto semplice per il ciclista. La bici si comporta esattamente come le bici a cui siamo abituati, con in più alcuni vantaggi: la trasmissione non ha bisogno di essere regolata o di altra manutenzione; rimane ottimamente protetta dallo sporco e dagli agenti atmosferici; non ci sono parti oleose che possono sporcare i pantaloni; il cambio al mozzo permette di cambiare il rapporto anche a bici ferma, cosa molto utile quando ci si è fermati al semaforo con il rapporto più duro: si può infatti rimettere la “prima” per agevolare la ripartenza.

L’unico lato negativo riguarda il fatto che è un po’ più difficile smontare la ruota posteriore per sostituire la camera d’aria quando si buca. Si sarebbe forse potuto montare un copertone antiforatura almeno al posteriore per rendere la foratura meno probabile.

Per il resto, vengono usati per quanto possibile componenti made in Italy. Le ruote sono da 26″, con cerchi della Malvestiti, azienda del bergamasco.

cerchi

Gli pneumatici, da 1,50″, sono della Kenda (modello Kwest) con battistrada tipicamente cittadino:

pneumaticiIl compito di rallentare la bici è affidato a dei V-Brake sia all’anteriore che al posteriore. Se ben regolati svolgono ottimamente il loro lavoro:

freno v-brakeLe leve freno sono marchiate Wayel: un fatto puramente estetico che però sta a testimoniare la cura dei dettagli nel montaggio della bici:

leve freno con cut-off motore

Il cavalletto è molto rigido e resistente, anche se non permette la rotazione completa dei pedali.

La sella è un altro di quei componenti in cui si può apprezzare la cura dei dettagli, grazie all’inserto che riprende il colore del telaio:

sella bici elettrica

La prova su strada

bici elettrica Wayel

(sullo sfondo il Mausoleo di Sant’Elena a Villa De Sanctis, Roma)

Saliamo finalmente in sella a questa ebike Wayel Trilogia 2.0 Briosa e vediamo come si comporta. Le geometrie del telaio e del manubrio comportano una posizione in sella molto rilassata, a busto verticale, che permette un’ottima visuale nel traffico.

dettaglio briosaQuando si pedala, il sensore fa attivare il motore rapidamente, dopo meno di mezzo giro di pedali, valore ottimo. L’erogazione di potenza da parte del motore è molto graduale, e sono necessari alcuni secondi prima che si raggiunga il massimo della potenza. Ogni bici va giudicata per la sua destinazione d’uso: se per una mountain bike un comportamento del genere sarebbe inaccettabile, per una bici da città come questa crediamo sia una scelta saggia. In questo modo infatti non ci sono mai “strappi” e non ci si sente mai in balia del motore, fattori questi che saranno apprezzati da ciclisti magari poco esperti o anziani, che vogliono semplicemente una bici che li porti con poca fatica da un posto a un altro, e non un mezzo da domare. È illuminante il confronto con la bici Flebi EVO che abbiamo testato poche settimane fa: sono due bici estremamente diverse, ma ciò che conta in questo caso è che sulla EVO il motore era molto aggressivo, erogando la massima potenza fin dall’inizio: ne risultava una bici molto nervosa nel comportamento, e quasi ingestibile nelle curve a bassa velocità. Questa Wayel Trilogia 2.0 Briosa invece è un mezzo che rassicura e accompagna il ciclista con un’accelerazione molto progressiva, pur arrivando poi a fornire una spinta ben percepibile a pieno regime.

parte anteriore bici elettricaCome in tutte le ebike dotate di sensore di rotazione dei pedali, la velocità di marcia dipende dal livello di assistenza scelto. Con i tre livelli, questa Trilogia va a una velocità di rispettivamente circa 12-13 km/h; 18-19 km/h; e 23-24 km/h. Queste sono le velocità rilevate in pianura e usando la “pedalata simbolica” (cioè facendo semplicemente girare i pedali a vuoto, senza fare alcuna fatica reale). L’erogazione di potenza in marcia non è influenzata dalla cadenza di pedalata. È possibile in ogni momento impegnarsi realmente nella pedalata e “aiutare” il motore, facendo aumentare la velocità e facendo un sano e non eccessivo esercizio fisico. L’impressione è che questa bici permetta di fare questo entro un maggiore range rispetto ad altre: in pratica, mentre con molte altre bici che abbiamo provato il limitatore di velocità (relativamente a ogni livello di assistenza) interviene subito, con questa Wayel è possibile aumentare la velocità di diversi km/h, continuando comunque a godere dell’assistenza del motore.

In salite poco ripide (3-4%) è possibile ancora procedere usando la “pedalata simbolica”. Quando la pendenza sale è necessario aiutare il motore spingendo effettivamente sui pedali per non far diminuire troppo la velocità – ma facendo comunque uno sforzo molto minore rispetto a quanto avverrebbe con una bici non elettrica.

La bontà del modo in cui la centralina gestisce l’erogazione di potenza da parte del motore è confermata dal fatto che il motore si disattiva quasi immediatamente non appena si smette di pedalare, contribuendo alla sicurezza soprattutto in caso di ciclisti poco esperti. L’unico difetto che dobbiamo rilevare per quanto riguarda il motore è la sua rumorosità quando si usa il livello massimo di assistenza: mai eccessiva, ma comunque ben percepibile, più di quanto notato con altre bici.

dettaglio telaio bici

Il cambio al mozzo Shimano Nexus a 3 velocità ha un’ampia estensione: la prima marcia è molto agile e permette partenze facili, mentre la terza è abbastanza dura da permettere di aiutare effettivamene il motore anche intorno ai 24-25 km/h. Naturalmente il lato negativo è un grande salto fra i 3 rapporti, ma mentre questo sarebbe un difetto abbastanza fastidioso in una bici normale (non elettrica), grazie al motore la situazione è in realtà facilmente gestibile. Il cambio al mozzo permette di cambiare marcia anche da fermi, cosa utile se ci si ferma al semaforo con il rapporto più duro e si vuole mettere la prima per una partenza più facile.

dettaglio manubrio biciSulla carta, le batterie montate sul portapacchi possono determinare una guida meno agile, per il fatto che si carica un peso non indifferente in una posizione anomala: in alto e posteriormente. In realtà, essendo su questa bici la batteria molto vicina al punto in cui si scarica gran parte del peso del ciclista (cioè il sellino) essa non influisce poi molto sulla guida. In ogni caso però è facile notare che c’è un grande spazio fra il tubo verticale del telaio e la ruota posteriore, e sarebbe forse possibile posizionare lì la batteria, migliorando ancora di più la distribuzione dei pesi (più la batteria è bassa, meglio è). Nella posizione in cui si trova la batteria potrebbe dare fastidio nel montaggio di borse, anche se Wayel vende una serie di borse adatte.

etichetta su telaio biciParlando di batteria, è necessario parlare anche dell’autonomia. Come al solito, dare stime precise dei chilometri percorribili non è per niente facile, in quanto si tratta di un fattore influenzabile da tantissime cose (se ci si affida solo alla pedalata simbolica o se si spinge effettivamente sui pedali; se si va solo in pianura o anche in salita; se i componenti meccanici sono ben regolati e manutenuti; il peso del ciclista…e molto altro ancora). Possiamo dire che le accelerazioni progressive di questa bici contribuiscono a far scaricare più lentamente del solito la batteria. Nei nostri tipici giri nel traffico di Roma, con un percorso misto con continue (facili e brevi) salite e discese, e continue ripartenze ai semafori, è stato possibile superare i 40km usando il terzo livello di assistenza e contribuendo minimamente alla pedalata. Su un percorso completamente pianeggiante e una maggiore regolarità (senza troppe ripartenze) non dubitiamo che sia possibile raggiungere i 45-60km dichiarati da Wayel per questa batteria.

In generale la bici risulta comoda e facile da guidare. Su asfalto sconnesso o su sterrato semplice si mantiene una discreta guidabilità, ma questa bici preferisce andare su asfalto liscio. Lo scavalco relativamente basso permette di salire e scendere agevolmente e velocemente dalla bici anche con un carico posteriore. Il peso di circa 23,5 kg è abbastanza buono per una bici elettrica; il peso è leggermente squilibrato in avanti ma ciò non costituisce un grosso problema all’atto pratico.

Varianti

Per completezza d’informazione, segnaliamo che questa Waley Trilogia 2.0 è disponibile in due altre varianti, oltra alla “Briosa” da noi testata.

La versione Sicura è dotata di forcella anteriore ammortizzata (utile nel caso in cui nella vostra città l’asfalto sia spesso dissestato) e lucchetto; è disponibile sia in versione “da uomo” che con telaio a scavalco basso; il prezzo è di 1559€

Wayel Trilogia Sicura
La versione Poderosa invece ha forcella ammortizzata e copertoni larghi da 2,15″, e dovrebbe quindi essere più adatta per gite fuori porta che prevedano anche passaggi su sterrati facili; il prezzo è di 1679€

Wayel Trilogia Poderosa

La versione Briosa oggetto di questo test costa invece 1439€, con garanzia di 3 anni.

 Conclusione

bici elettrica Wayel Trilogia 2.0 Briosa

Questa bici elettrica Wayel Trilogia 2.0 Briosa è chiaramente pensata per essere usata in un ambiente urbano. È la classica bici da città che tutti conosciamo, con alcune differenze: prima di tutto naturalmente è elettrica; usa una trasmissione cardanica; è ben curata nel montaggio. È una bici adatta a tutti, anche a ciclisti non esperti o un po’ in là con gli anni, pensata per andare nel modo più semplice possibile da un punto all’altro, senza troppe complicazioni.

Ci piace:

-la buona gestione del motore da parte della centralina
-il cambio al mozzo facile da usare
-la qualità costruttiva in generale
-la garanzia di 3 anni

Non ci piace:

-smontare la ruota posteriore in caso di foratura può essere più complicato rispetto a una bici con trasmissione standard
-il motore un po’ rumoroso al massimo livello di assistenza

 

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il nostro manuale sulle bici elettriche (in formato cartaceo o ebook).

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2 Responses to Test bici elettrica da città Wayel Trilogia 2.0 Briosa

  1. Giorgio Giovanni Marco Dugnani ha detto:

    Grazie a Ediciclo ho avuto il vostro indirizzo web e ho letto con interesse la prova della bici elettrica Wayel Trilogia 2.0 Briosa: giornalista da quasi 50 anni – di cui una ventina a QuattroRuote e poi a TuttoTurismo, vicedirettore – posso farvi, con cognizione di causa, i più sinceri complimenti per l’ottimo servizio, preciso, chiaro e ben illustrato.
    Il settore drlle bici a pedalata assistita mi interessa sempre di più, visto che, sempre più amante delle due ruote piuttosto che delle quattro, presto lascerò lo scooter a figlio e nipoti e passerò alla bici elettrica.
    Continuerò, quindi, a informarmi sul vostro sito e vi ringrazio fin d’ora dell’attenzione; grazie, a presto,
    Giorgio Dugnani

  2. francesco pascuzzo ha detto:

    Volevo ringraziare per le informazioni ben dettagliate che date. Sicuramente dopo aver letto ho le idee piu chiare sull’acquisto di una bici elettrica.
    grazie.
    Saluti
    francesco pascuzzo

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