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Test bici elettrica da città Wayel Futura 2.0

9 ottobre 2015 • Recensioni bici elettriche

La bici elettrica di cui pubblichiamo la recensione oggi è la Futura 2.0 in versione Unisex, realizzata in Italia da Wayel, in attesa che la nuova fabbrica nei pressi di Bologna vada a pieno regime. Si tratta di una bici con parecchie soluzioni interessanti per un uso da città ma anche per trasferimenti extraurbani. Andiamo a conoscerla meglio.

bici elettrica da città Wayel Futura 2.0

Tutte le foto di questo articolo sono ingrandibili cliccando

Testare questa bici poco dopo la Wayel Trilogia 2.0 è stato molto interessante e istruttivo. Si tratta di due bici all’apparenza molto simili: entrambe hanno un motore anteriore, una batteria posizionata sopra la ruota posteriore; una trasmissione cardanica; ed entrambe sono pensate per essere usate prevalentemente in città. In realtà all’atto pratico si comportano in modo decisamente diverso. Il confronto permette quindi di illustrare ancora una volta come il mondo delle bici (e in particolare delle bici elettriche) sia molto vario, e anche bici all’apparenza simili (e persino dello stesso produttore) possono essere in realtà diverse. Proprio per enfatizzare questo confronto abbiamo scelto di iniziare con la sezione “prova su strada”, lasciando la descrizione dei componenti elettrici e meccanici nella seconda parte della recensione.

La prova su strada

bici elettrica Wayel Futura 2.0Salendo in sella a questa Wayel Futura 2.0 si ha subito la conferma di ciò che si poteva intuire guardandola semplicemente in foto: le geometrie del telaio, insieme alla forma e alla posizione di sella e manubrio, determinano una posizione di guida molto rilassata, a busto eretto, che permette un’ottima visibilità.

Bastano poche pedalate poi per comprendere una delle differenze con la Trilogia 2.0 di cui parlavamo. Il motore offre un’accelerazione più decisa, facendo raggiungere in minor tempo la velocità di crociera desiderata; nella Trilogia invece il motore erogava la sua potenza in modo molto più tranquillo e controllato, e ne risultava un’accelerazione più lenta. Naturalmente non vogliamo dire che un sistema sia meglio dell’altro: il comportamento della Trilogia sarà più apprezzato da un’utenza forse più anziana, mentre la Futura sarà scelta da chi vuole un comportamento più sprintoso da parte della bici. Il motore mantiene comunque una certa progressività, e non si avvertono mai degli “strappi” fastidiosi. Il motore della Futura infine è più silenzioso di quello della Trilogia, producendo solo un discreto fruscìo (abbiamo comunque provato motori ancora più silenziosi).

motore ebike Wayel Futura 2.0

Dettaglio del motore elettrico

Il motore della Futura si attiva grazie a un sensore di rotazione dei pedali, dopo poco meno di mezzo giro dei pedali, un valore buono. Anche la disattivazione del motore quando si smette di pedalare è quasi istantanea. La bici è dotata di 5 livelli di assistenza, selezionabili da una pulsantiera posta accanto alla manopola sinistra. Per ogni livello di assistenza il motore eroga una certa potenza, che fa raggiungere alla bici (in pianura) una certa velocità. Queste velocità sono rispettivamente di circa 15, 18, 21, 24 e 28 km/h; in realtà, il quinto livello farebbe andare la bici ancora più veloce in pianura, ma a 28km/h scatta un limitatore di velocità che disattiva il motore. La stessa Wayel consiglia di usare il quinto livello solo in salita, in quanto (come sappiamo) il limite massimo di velocità assistita per una bici elettrica è di 25 km/h. Anche qui c’è una differenza con la Trilogia, che aveva 3 livelli di assistenza e una velocità massima di 24 km/h.

manubrio bici elettrica Wayel Futura 2.0

Pulsantiera e display sulla parte sinistra del manubrio

Per i primi quattro livelli di assistenza è possibile scegliere se affidarsi solo alla “pedalata simbolica” (facendo girare i pedali a vuoto) o se impegnarsi veramente nella pedalata. Nel primo caso, si procederà in pianura alle velocità già dette; nel secondo caso, sarà possibile aumentare la velocità di 2-3 km/h e fare un minimo, salutare sforzo.

Il modo migliore per usare la bici in un percorso misto urbano / extra-urbano è di affidarsi al quarto livello, dando un leggero contributo muscolare. Spesso trovandoci in mezzo al traffico abbiamo scelto di usare anche il quinto livello per avere un’accelerazione migliore e rimanere più al passo con il traffico. Pedalando in questo modo, fra le continue salitelle e discese di Roma, e le mille ripartenze dovute a semafori o altri ostacoli, (una situazione quindi di stress per la batteria) abbiamo notato una autonomia di ben 55 chilometri, un ottimo valore dovuto anche alla batteria da 12,5 Ah (450 Wh). Per essere precisi, dopo i 30 km di percorrenza la velocità di punta ha iniziato molto lentamente a calare e le accelerazioni a essere leggermente meno sprintose (per la ridotta tensione della batteria), e 55 km è la distanza dopo la quale questo effetto è diventato facilmente notabile. La batteria è poi durata per altri 5 km permettendoci di tornare a casa. Con un uso meno stressante, soprattutto con meno soste e ripartenze, l’autonomia potrà aumentare ancora.

ebike Wayel Futura 2.0In salita, usando il quinto livello di assistenza, il motore offre uno spunto sufficiente per superare salite anche ripide. Se si sceglie però di NON aiutare per niente il motore, sopra al 5-6% di pendenza la bici continuerà a portarci su, ma a una velocità via via sempre più bassa man mano che aumenta la pendenza (come è ovvio): a lungo andare il motore potrebbe surriscaldarsi, poiché a basse velocità lavora in maniera meno efficiente. Il consiglio è quindi sempre quello di non essere troppo pigri e “dare una mano” al motore pedalando veramente: si farà comunque molta meno fatica rispetto a una bici normale, e si potrà aumentare un po’ la velocità facendo lavorare in maniera più efficiente il motore. In pratica, la bici ha in salita una spinta migliore di quella di molte altre bici con motore al mozzo provate finora, ma non bisogna comunque abusare della pedalata simbolica. Data la destinazione d’uso della bici comunque (la città) crediamo che sarà difficile trovare sul proprio percorso molte salite ripide.

In frenata la bici si mantiene stabile senza problemi. Nel caso di frenate d’emergenza, gli spazi d’arresto sono abbastanza buoni, ma si sente che manca un po’ di “mordente” rispetto ad altre bici. Forse ciò è dovuto anche al peso della bici, che raggiunge i 28,8 chili, la bici elettrica più pesante da noi provata finora. Il peso non è un problema nell’uso quotidiano, anche grazie allo stabile cavalletto doppio, ma salire delle rampe di scale sollevando la bici non è facile. Il peso comunque è ben equilibrato fra anteriore e posteriore.

dettaglio telaio bici

La trasmissione cardanica, come già visto nella Trilogia, è molto buona e non presenta quella spugnosità che sulla carta potrebbe avere; all’atto pratico non si nota alcuna differenza con una trasmissione a catena, per lo meno in un normale uso urbano; la trasmissione cardanica non sporca i pantaloni e non richiede praticamente manutenzione; si ha uno svantaggio però nella maggiore difficoltà di smontaggio della ruota posteriore in caso di foratura.

Il cambio al mozzo Shimano Nexus a 7 velocità è un’ottima scelta per una bici da città. Il funzionamento è preciso e rapido, e si può cambiare marcia anche a bici ferma, cosa molto comoda in città, in quanto permette di selezionare una marcia più facile quando ci si ferma a un semaforo; in questo modo la partenza da fermo è sempre agevole. Comoda anche la levetta per scalare marcia, che funziona sia a spingere che a tirare.

leva cambio Shimano Nexus

Altro segno della buona qualità costruttiva della bici è la sua ottima scorrevolezza e pedalabilità a motore spento. Sicuramente la ampia autonomia deriva anche da questo. Sull’asfalto dissestato e sugli sterrati semplici la forcella ammortizzata aiuta ad assorbire le vibrazioni. La bici preferisce comunque essere portata su asfalto liscio.


manopole bici

Dettaglio delle manopole Blinker Grips dotate di luci arancioni laterali

Nell’uso quotidiano poi risultano utili altri accessori montati da Wayel su questa Futura 2.0. Prima di tutto le “frecce”: si tratta di due luci LED arancioni posizionate alle estremità del manubrio: possono lampeggiare per segnalare la svolta (e si spengono automaticamente dopo 15 secondi) oppure rimanere fisse, come luci di posizione per dare maggiore visibilità alla bici. In pieno sole non sono pienamente visibili, ma quando piove e di notte possono essere molto utili. L’unica pecca è lo scarso feedback tattile del pulsante che le aziona, che potrebbe essere più rilevato per trovarlo più facilmente con il pollice.

Dettaglio attacco manubrio con antifurto

Dettaglio attacco manubrio con antifurto

L’altro accessorio interessante è un attacco manubrio che permette di sbloccare il manubrio stesso: in pratica, agendo con una chiave, si può girare il manubrio senza far girare la ruota anteriore. Una volta compreso il meccanismo, azionarlo è molto rapido. Può risultare utile in due modi. Il primo è come antifurto quando si lascia la bici “al volo” per un tempo brevissimo: senza la chiave non si può risistemare il manubrio, per cui non si può pedalare e anche camminare con la bici a fianco è molto complicato; naturalmente se si lascia la bici per più di un minuto è sempre necessario bloccarla con una o più catene. Il secondo modo è come ausilio al parcheggio della bici in casa o in garage: mettendo il manubrio in asse con il telaio, lo spazio occupato dalla bici si riduce di molto.

bici elettrica Wayel Futura 2.0

Come potete vedere manubrio e ruota anteriore non sono più collegati

 

I componenti elettrici

Come già accennato, questa Wayel Futura 2.0 è dotata di un motore posizionato al mozzo anteriore. Si tratta di un Bafang 8Fun da 250W e 36V, brushless, sensored, con una coppia pari a 38Nm. Per comprendere meglio questi termini potete leggere la nostra guida ai motori per bici elettriche.

Le leve freno sono dotate di sensori, in modo da disattivare immediatamente il motore nel momento in cui si frena.

dettaglio leva freno bici

Dalle leve freno partono due cavi: uno è quello del freno vero e proprio; uno è quello del sensore

Display e pulsantiera (separati) appartengono alla serie J-LCD della King Meter, vista già tante volte. La pulsantiera è un po’ staccata dalla manopola, ma si è voluto giustamente dare priorità alla immediatezza d’uso del campanello. Selezionando il livello d’assistenza zero il motore si spegne ma il display rimane acceso per dare informazioni sulla velocità istantanea e sui chilometri percorsi.

Il cablaggio è abbastanza ben ordinato, con i cavi dei sensori freno e del display che si uniscono in uno solo. I cavi sono dotati di sgancio rapido. La riuscita estetica è favorita dal colore scuro del telaio.

manubrio bici

Visione d’insieme del manubrio

Il motore è attivato dalla centralina grazie a un sensore di rotazione dei pedali molto compatto, e dotato di luce LED rossa che si illumina al passaggio di ogni magnete, per facilitare la diagnosi di eventuali problemi.

Centralina e batteria sono posizionate sul portapacchi posteriore, non la nostra posizione preferita, ma per una bici da città va bene anche così (in questo modo tra l’altro si bilancia il peso del motore anteriore). La batteria è da 450Wh (36V * 12,5 Ah), un valore ottimo che garantisce un’ampia autonomia. Quando completamente vuota si ricarica in circa 6 ore (naturalmente non è necessario aspettare che si scarichi completamente per ricaricarla; anzi, meglio ricaricarla più spesso).

Le luci anteriore e posteriore sono della Spanninga, a LED, alimentate a batteria.

dettaglio faretto bici

Dettaglio del faretto anteriore

Le “frecce” laterali sono delle Blinker Grips, progetto nato da una campagna Kickstarter. Ogni luce funziona con 2 batterie AAA da inserire dentro la manopola.

I componenti meccanici

bici elettrica Wayel Futura 2.0I componenti meccanici di questa bici sono in genere di ottima qualità, si capisce che la bici è stata pensata avendo in mente prima di tutto le necessità quotidiane di chi si sposta in città.

Il telaio è in alluminio idroformato. È disponibile in versione da uomo e in versione “unisex”, quella che abbiamo provato noi; in città è secondo noi molto comodo avere un telaio a scavalco basso, per cui consigliamo di scegliere la versione unisex. Ci era piaciuto molto nella Trilogia il portapacchi integrato nel telaio, che gli dava una grande robustezza; qui si è scelto invece di montare un classico portapacchi posteriore, certificato per trasportare fino a 25 kg di peso.

Le ruote sono dotate di parafango molto coprenti che non lasciano passare schizzi. I cerchi sono dell’italiana Malvestiti, mentre i copertoni sono dei Victor Bulldozer, fini e scorrevoli.

Dettaglio copertoni bici

Dettaglio copertoni

Il cambio al mozzo come già scritto è uno Shimano Nexus da 7 velocità, azionato da un comando al manubrio che permette di scalare marcia sia tirando che spingendo la levetta; è possibile anche cambiare a bici ferma, cosa molto comoda. Anche della trasmissione cardanica abbiamo già parlato.

dettaglio trasmissione bici

Cambio al mozzo e trasmissione cardanica

Molto interessante la sella, un modello della serie Modular della Bassano; la larghezza della parte posteriore è regolabile, in modo da adattarsi bene alle ossa ischiatiche di ciascun ciclista.

dettaglio sella bici

Il cavalletto è prodotto dall’italiana URSUS.

I freni di questa bici sono molto particolari: per la ruota posteriore troviamo un classico V-Brake; per la ruota anteriore invece, quella più sollecitata in frenata, Wayel ha optato per una soluzione che non avevamo mai visto prima: un freno a disco con pistoni idraulici ma azionato da un cavo meccanico. Non siamo sicuri che si tratti di una buona idea, in quanto si introduce un elemento di complessità (il sistema idraulico) avendo comunque una potenza frenante che ci è parsa molto simile a quella di un “normale” freno a disco meccanico.

dettaglio freno a disco bici

Dettaglio freno a disco anteriore

Rimanendo nella parte anteriore della bici, la forcella ammortizzata con 40mm di escursione aiuta a smorzare un po’ le vibrazioni quando si passa su asfalto sconnesso o semplici sterrati; la forcella permette la regolazione del precarico.

Ruota anteriore bici

L‘attacco manubrio, di cui abbiamo già parlato, è prodotto dalla svizzera N’Lock. Il manubrio in sé ha una tipica curva da città per la massima comodità.

In conclusione

ebike Wayel Futura 2.0

Permetteteci in conclusione di questa recensione una riflessione ad ampio respiro. In Italia negli ultimi decenni “bici” ha quasi sempre voluto dire “bici da corsa” (o al massimo mtb): è lì che si concentravano gli investimenti, le spese di marketing, il montaggio di componenti di qualità. Le bici da città sono state considerate a lungo delle sorelle minori, su cui non si puntava più di tanto. Basta confrontare le bici usate tutti i giorni nelle città italiane con quelle che si possono vedere facendo un giro ad esempio a Berlino (tanto per nominare una città vista recentemente): da noi le bici da città (con poche eccezioni) sono vecchie e malandate; lì la qualità media delle bici da città è molto più alta. Per questo ci sembra coraggiosa la scelta di Wayel di puntare così tanto su una bici da città, dotandola di componenti (elettrici ma anche meccanici) di ottima qualità.

Dettaglio sella biciQuesta Futura 2.0 si è rivelata un’ottima bici elettrica per girare in città: comoda nella guida, agevole nelle partenze da fermo, e dotata di tutti gli accessori che si possono volere per il ciclismo urbano (e anche di alcuni “extra” molto interessanti). L’ottima autonomia permette di usarla con profitto anche per delle gite giornaliere extraurbane, soprattutto se ci si limita all’asfalto (o a sterrati molto facili) e si usa il quarto livello di assistenza dando un leggero contributo “muscolare”. Il prezzo di listino è di 2490€.

Ci piace:

-il cambio al mozzo a 7 marce
-le “frecce” laterali
-la possibilità di sbloccare il manubrio, come antifurto e per riporre più facilmente la bici
-la qualità costruttiva in generale
-la garanzia di 3 anni

Non ci piace:

-smontare la ruota posteriore in caso di foratura può essere più complicato rispetto a una bici con trasmissione a catena
-il peso superiore alla media delle bici elettriche

Per maggiori informazioni si veda il sito Wayel.

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