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Test bici elettrica per cicloturismo Brinke Rushmore Black ’16

18 febbraio 2016 • Ultime notizie

La bici che abbiamo testato nelle scorse settimane punta decisamente al cicloturismo e ai percorsi cittadini, grazie ai componenti montati (fra cui anche un cambio automatico Di2 a 8 marce) e all’ampia autonomia offerta dal motore Shimano STEPS. Stiamo parlando della Rushmore Black ’16, offerta dalla azienda italiana Brinke di Desenzano del Garda, in provincia di Brescia.

bici elettrica

Questa recensione è divisa in tre parti: 1) analisi dei componenti elettrici della bici; 2) analisi dei componenti meccanici; 3) analisi del comportamento reale della bici su strada, nelle più frequenti condizioni d’uso.

1) I componenti elettrici

Questa bici è basata sul sistema Shimano STEPS, con l’ultimo aggiornamento software di poche settimane fa. Il sistema Shimano STEPS è per molti versi simile ai sistemi Bosch, Yamaha o Brose: tutte queste aziende forniscono motore, batteria, display e accessori ai produttori di bici, che li montano su telai prodotti appositamente.

dettaglio motore Shimano STEPSIl motore dello STEPS è posizionato al livello del movimento centrale (fra i pedali). Seguendo la norma di legge, è in grado di erogare una potenza nominale continua di 250W, con picchi di potenza superiori. I motori centrali agiscono direttamente sulla trasmissione della bici, andando ad aggiungere la propria potenza a quella erogata dal ciclista. La centralina del motore è in grado di rilevare istantaneamente la velocità della bici, la cadenza di pedalata, e soprattutto la potenza espressa dal ciclista. Questi dati sono utilizzati per calcolare la potenza che il motore deve erogare in ogni momento. Per attivare l’assistenza del motore, è necessario pedalare: il motore non funziona a pedali spenti, come per tutte le bici elettriche a norma di legge.

Un display al centro del manubrio, insieme a due pulsantiere posizionate ai lati (a portata di pollice) sono il modo in cui il ciclista “comunica” con il sistema STEPS.

display e pulsantiere

display Shimano STEPS

Sul display (un po’ piccolo e scarsamente leggibile con la luce del giorno) vengono visualizzate tutte le informazioni di cui il ciclista può avere bisogno: velocità istantanea, velocità media, distanza percorsa, autonomia residua della batteria, e altro ancora. Inoltre, sul display viene indicato il livello di assistenza selezionato: sulle bici STEPS ci sono 3 livelli: Eco, Normal e High (più un quarto livello Off con il quale il motore è disattivato ma tutti gli altri componenti sono funzionanti). In modalità Eco il motore eroga in media una potenza pari al 70% di quella espressa dal ciclista; questo valore sale al 150% per la modalità Normal, e al 230% per la modalità High. Se per esempio il ciclista pedala a 100W, il motore in modalità Eco erogherà 70W, in modalità Normal 150W, e in modalità High 230W. Naturalmente, più sale il livello di assistenza e minore sarà l’autonomia della bici.

Le pulsantiere laterali servono appunto principalmente a modificare il livello di assistenza e a cambiare il rapporto sul cambio posteriore. Inoltre permettono di attivare altre funzioni particolari che vedremo meglio più avanti.

Altro componente fondamentale è la batteria, senza la quale nessuno degli altri componenti elettrici funzionerebbe.

dettaglio batteria Shimano STEPS

Shimano STEPS prevede una batteria da 36V e 11,6Ah, per una capacità totale di circa 418Wh. Si tratta di un valore decisamente buono e più che sufficiente per la maggior parte delle necessità in ambito urbano o cicloturistico (come vedremo più avanti), anche se dobbiamo notare che quest’anno Bosch è riuscita a realizzare una batteria da (quasi) 500Wh dalle dimensioni simili. La batteria pesa circa 2,7 kg, ed è posizionata sul tubo obliquo del telaio, aiutando a mantenere il baricentro della bici basso. La batteria è dotata di una specie di maniglia sulla parte superiore per trasportarla comodamente. Meno comodo invece l’enorme connettore usato per ricaricarla, anche perché può essere caricata solo quando è staccata dalla bici.

caricabatterie Shimano STEPSA batteria staccata, la bici si presenta in questo modo:

bici elettrica senza batteria

Le luci della bici sono integrate con il sistema STEPS, e possono quindi essere azionate direttamente dalla pulsantiera.

dettaglio faro posteriore bici elettrica

Dettaglio del faretto posteriore

Fanno un’ottima luce potente, anche se non è disponibile una funzione di lampeggio.

I vari cavi che collegano tutti i componenti citati sono ben disposti; appare forse poco organizzata la parte centrale del manubrio, dove convergono vari cavi.

dettaglio cavi manubrio bici elettrica

Nella parte centrale della bici i cavi passano nel telaio, con l’eccezione di quello del freno posteriore che rimane invece esterno.

dettaglio cavi ebike

Il cavo del faretto anteriore e quello proveniente dal display entrano nel telaio, mentre il cavo del freno posteriore rimane esterno

Per maggiori informazioni su come si comportano questi componenti elettrici all’atto pratico leggete la sezione “prova su strada” più sotto.

2) I componenti meccanici

Il componente meccanico più interessante di questa bici elettrica da cicloturismo Brinke Rushmore Black ’16 è indubbiamente il cambio automatico al mozzo Shimano Alfine a 8 marce con tecnologia DI2.

dettaglio Shimano Alfine DI2Alfine è un marchio con cui Shimano indica alcuni cambi al mozzo montati su tantissime bici da città. I cambi al mozzo richiedono generalmente una scarsa manutenzione e hanno alcuni vantaggi in un uso cittadino, non ultimo quello di poter cambiare anche da fermi. Con la versione DI2, il cambio Alfine diventa un cambio elettronico, attuato cioè da un piccolo motore elettrico comandato da una centralina che rileva quando il ciclista preme il pulsante usato per aumentare o diminuire il rapporto.

Con l’ultimo aggiornamento software, di poche settimane fa, il cambio Alfine DI2 sulle bici dotate di Shimano STEPS è diventato completamente automatico. Poiché la centralina dello STEPS ha già informazioni su velocità, cadenza, coppia… essa può anche “decidere” quando cambiare rapporto. In pratica, ciò che il ciclista deve fare è semplicemente pedalare: ci pensa lo Shimano STEPS a aumentare o diminuire il rapporto in base a vari parametri. Sono due le regolazioni possibili su questo sistema: è possibile scegliere se si preferisce avere in genere una cadenza di pedalata più bassa o più alta (entro un range che va da -14 a +14 unità); ed è possibile regolare l’allineamento del cambio in caso di eventuali problemi. Un cambio automatico permette di avere sempre il rapporto corretto, per pedalare meglio e far lavorare in maniera più efficiente anche il motore centrale. Per maggiori informazioni sui cambi automatici in generale potete visitare questa nostra pagina. Nella prova su strada, più giù in questo articolo, potrete leggere i pregi (e qualche difetto) dell’Alfine DI2 in versione automatica.

Anche gli altri componenti di questa bici sono in generale di qualità molto buona. Sono stati scelti per garantire una ottima scorrevolezza e maneggevolezza, ma al contempo anche un discreto comfort su tratti di asfalto sconnesso in città o strade sterrate che si possono incontrare facendo cicloturismo.

Il telaio è in alluminio 6061, e gioca una parte importante nel garantire un’ottima maneggevolezza e precisione in curva. Il peso totale della bici è di 24,5 chili circa.

bici elettrica da cicloturismo

Importante la presenza della forcella ammortizzata Suntour Nex per aumentare il comfort di guida. Se pedalate su lunghi tratti di asfalto liscio potete facilmente bloccarla con il comando presente sullo stelo destro.

dettaglio comando forcella bici elettrica

I freni a disco idraulici Shimano M355 garantiscono una buona modulabilità e sufficiente potenza, anche se non ai livelli di quanto visto ad esempio con la Cube SUV Hybrid o con la Stromer ST2. Anche in fase di frenata d’emergenza la bici rimane stabile. I rotori sono da 180mm all’anteriore e 160mm al posteriore.

dettaglio freni a disco bici

Componente molto importante su una bici da cicloturismo è il cavalletto. Qui si è scelto giustamente di montare un cavalletto all’altezza del mozzo posteriore, che offre maggiore stabilità alla bici quando il portapacchi posteriore è carico, con le borse piene. Questo tipo di cavalletto permette inoltre la rotazione completa dei pedali (è quindi ad esempio possibile spostare all’indietro la bici senza problemi).

dettaglio cavalletto bici

Altro componente fondamentale è naturalmente il portapacchi. Qui si tratta di un modello omologato per reggere 25 kg di massa. È decisamente solido e ben ancorato al telaio, ma ha il difetto di essere un po’ troppo alto rispetto alla ruota posteriore: infatti a quanto ne sappiamo verrà sostituito con un modello più basso nelle bici in vendita al pubblico.

dettaglio portapacchi bici elettrica

I copertoni scelti sono un buon compromesso fra scorrevolezza e aiuto all’assorbimento delle asperità stradali.

copertone bici elettrica Brinke

Le ruote sono coperte da degli abbondanti parafango che aiutano a mantenere la bici, il ciclista e le borse laterali puliti.

 

Per finire, la sella Vader si è rivelata comoda anche con un uso prolungato, ma come al solito queste sono sensazioni molto soggettive.

sella bici elettrica

In generale la qualità dei componenti e dell’assemblaggio è molto buona.

3) La prova su strada

test bici elettrica Brinke Rushmore

Trovare la posizione giusta in sella è abbastanza facile, anche grazie alla pipa del manubrio di cui si può regolare l’inclinazione. Fin dalle prime pedalate la bici trasmette una buona sensazione di stabilità e solidità. Il pessimo asfalto di Roma mette subito a dura prova la bici, che però risponde ottimamente grazie alla forcella ammortizzata e ai copertoni di buona sezione: le vibrazioni trasmesse al ciclista sono poche, mentre viene trasmessa una certa fiducia nell’affrontare buche e sconnessioni. Anche tratti di sterrato semplice, come se ne possono trovare in ambito cicloturistico, non sono un problema. La bici rimane stabile anche a velocità relativamente alte. La bontà del telaio garantisce che a questa stabilità si accoppi anche una ottima direzionalità nelle curve veloci (se si ha una guida attiva). Poiché si tratta di una bici da cicloturismo, abbiamo percorso qualche decina di chilometri anche con delle borse posteriori montate sul portapacchi, e cariche: naturalmente l’agilità e la maneggevolezza diminuiscono, ma le sensazioni sono comunque buone.

dettaglio cambioL’aspetto che eravamo più curiosi di testare era naturalmente la performance del cambio automatico Shimano Alfine DI2. Prima di tutto, è necessario ricordare che il cambio Alfine (che sia automatico o manuale) non ha assolutamente vocazione sportiva, ed è pensato soprattutto per un uso tranquillo in città o per cicloturismo. Naturalmente la versione automatica non può andare oltre queste limitazioni. In un normale uso cittadino il cambio si comporta quasi sempre in maniera ottimale. In fase di accelerazione la cambiata avviene al momento giusto, ed è segnalata da un forte BIP che ricorda al ciclista di allentare la pressione sui pedali (il motore diminuisce automaticamente la potenza in fase di cambiata). Quando si frena o comunque si rallenta, il cambio scala automaticamente di marcia, ancora con un forte BIP, in modo da essere pronti a ripartire. Queste segnalazioni acustiche sono utili all’inizio, ma diventano col tempo fastidiose, soprattutto quando i cambi di marcia sono molto frequenti; per fortuna è possibile anche disattivare questi BIP, e con un po’ di esperienza e sensibilità si riesce lo stesso a capire quando allentare la pressione sui pedali.

Quando ci si ferma senza che la bici abbia avuto tempo di scalare gradualmente di marcia, ad esempio con una frenata a un semaforo, il cambio seleziona automaticamente, a bici ferma, una marcia bassa. Si può impostare questa marcia bassa a cui il cambio torna automaticamente a bici ferma, scegliendo fra la seconda, terza, quarta o quinta marcia. Se ci si ferma in prima marcia, il cambio giustamente lascia innestato questo rapporto, in quanto vuol dire che ci troviamo su una salita ripida ed è necessaria la prima marcia per ripartire.

test-ebike-brinke-rushmore-22

sensore di velocità

Il sensore di velocità sul carro

Dove invece il cambio pecca per scarsa reattività e precisione è in salite ripide, più o meno oltre il 4-5%, soprattutto se arrivano improvvisamente dopo un tratto in pianura. In questi casi il cambio si è rilevato troppo lento a scalare marcia; questo può essere anche comprensibile, in quanto nessun cambio automatico, per quanto perfezionato, potrà “predire il futuro” come fa un essere umano e preparare un rapporto leggero prima che esso serva. Più grave invece il fatto che in salita il cambio tenda ad aumentare il rapporto troppo presto, e spesso con un “salto” di due marce. Ad esempio: dopo aver superato le difficoltà iniziali in salita, ci ritroviamo a pedalare con il terzo rapporto; non appena, aiutati dal motore, la velocità (e la cadenza) aumentano un po’, non è raro che il cambio passi direttamente al quinto rapporto, con i pedali che diventano improvvisamente molto duri; il fatto che non si sa bene quando il cambio deciderà di cambiare peggiora le cose, in quanto esso sorprende il ciclista e alla fine aumenta il tempo durante il quale si allenta la pressione sui pedali per agevolare la cambiata. Insomma, crediamo che Shimano debba rivedere un po’ gli algoritmi che decidono il comportamento del cambio in salita.

Per fortuna esiste una soluzione molto facile a questi problemi: basta passare alla modalità manuale con la semplice pressione di un pulsante con il pollice. In modo istantaneo, il cambio Alfine Di2 passa in modalità manuale, ed è possibile quindi scegliere il rapporto che si preferisce dalla pulsantiera posta sul manubrio. Con il tempo abbiamo capito che la cosa migliore è usare il cambio in modalità automatica per il 90% del tempo, e passare rapidamente alla modalità manuale quando si prospetta una salita ripida. Cambiare marcia in modalità manuale è facile e veloce, e permette di coordinarsi bene anche con la pressione sui pedali.

Per completezza d’informazione, riportiamo anche qualche impressione sul funzionamento del cambio automatico nel caso di una guida più “sportiva”, quando si preme molto sui pedali con il motore in modalità High. Dobbiamo ricordare che né la bici né il cambio sono progettati per una guida aggressiva, e in effetti il cambio, quando è messo sotto pressione in questo modo, va un po’ in confusione, aumentando di due o tre rapporti in un colpo solo trasmettendo una certa irregolarità nell’accelerazione. Chi ama pedalare in modo aggressivo con forti accelarazioni, e vuole un cambio automatico, farà meglio a rivolgersi a una bici con il NuVinci N380 come la Cube SUV Hybrid che abbiamo testato poco tempo fa.

test ebike Brinke Rushmore

Tornando all’uso previsto per questa bici (città e cicloturismo) confermiamo ancora una volta che il cambio automatico è una vera liberazione, che permette di concentrarsi maggiormente sui possibili pericoli della giungla urbana o sulle bellezze che ci circondano. In città, motore e cambio permettono di raggiungere velocemente la velocità di 25 km/h, che è poi facile mantenere con un minimo sforzo.

La bici ha un’ottima scorrevolezza, e questo aiuta ad avere una alta autonomia. In modalità Normal, e su un percorso cittadino abbastanza stressante pieno di soste e ripartenze, siamo riusciti a percorrere circa 70 km, procedendo a circa 23 km/h (quando la strada lo permetteva) con un contributo muscolare minimo, alla portata di chiunque abbia una certa abitudine alla pedalata. In ambito cicloturistico, su percorsi più regolari, l’autonomia potrà essere ancora maggiore (a meno che non ci siano grosse salite), soprattutto se si riesce a ricaricare la batteria anche solo per un’oretta durante la giornata, magari in occasione di una pausa presso un bar.

dettaglio attacco batteria

Il sistema di trasmissione è abbastanza silenzioso: forse viene emesso qualche dB in più rispetto ad altri sistemi simili, ma il rumore non è certo un problema (a parte i BIP in fase di cambiata, ma abbiamo già spiegato che possono essere disattivati).

In conclusione

bici elettrica

Come facciamo sempre, ricordiamo che ogni bici (elettrica o meno) va valutata in riferimento all’utilizzo che se ne fa solitamente. Una mountain bike elettrica va valutata in modo diverso da una bici elettrica pieghevole. Questa bici elettrica Brinke Rushmore Black ’16 è chiaramente una bici dedicata soprattutto a un utilizzo urbano e/o cicloturistico. In questi due campi si è rivelata un’ottima bici, dotata di tutti gli accessori necessari e di componenti di buona qualità. Pedalarci sopra è un piacere, soprattutto per chi ha una pedalata tranquilla. In città, il cambio automatico è una liberazione, pur non essendo perfetto e richiedendo un po’ di attenzione nelle salite più ripide. In ambito cicloturistico, la grande autonomia permette di pianificare con tranquillità le tappe, con la certezza di poter percorrere diverse decine di chilometri prima che la batteria si scarichi; eventuali tratti su sterrato semplice non saranno un problema. Consigliabile limitarsi a percorsi e zone ben attrezzati dal punto di vista cicloturistico per poter intervenire facilmente su eventuali (rari) problemi di affidabilità: tanto per essere chiari, non è la bici (né soprattutto il cambio) che sceglieremmo per attraversare l’Asia a pedali, ma per i più frequentati e attraenti percorsi cicloturistici in Italia e in Europa può sicuramente dare grandi soddisfazioni.


La bici è in vendita a un prezzo di listino di 2699€.

Ci piace:

-La qualità di componenti e assemblaggio in generale
-Il cambio automatico, tranne che nelle salite ripide
-L’ampia autonomia
-Il buon assorbimento delle asperità stradali

Non ci piace:

-La scarsa precisione del cambio automatico nelle salite ripide
-La scarsa leggibilità del display in condizioni di luce difficile

 

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