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Senato, interrogazione sulla potenza dei motori delle bici elettriche

20 Gennaio 2015 • Ultime notizie

Pochi giorni fa un’interrogazione parlamentare al Senato, rivolta al Ministero dei Trasporti, ha presentato la possibilità di aumentare il limite legale di potenza dei motori per bici elettriche, e di introdurre una nuova classe di bici elettriche veloci con velocità massima di 45 km/h. Ma andiamo con ordine:

Uno dei dibattiti che più appassiona chi usa le bici elettriche è quello relativo alla potenza del motore.

limite potenza motori per bici elettricheE’ indubbio che i 250W nominali permessi dalla legge (che arrivano anche a 5-600W di potenza di picco) danno una grossa mano a chi usa la bici, permettendo di compiere rapide accelerazioni e di superare molto più agevolmente le salite: con pendenze fino al 3-4% non si fa praticamente alcuno sforzo; quando la pendenza aumenta, il motore permette comunque di procedere molto più agevolmente rispetto a una bici non elettrica.

Tuttavia, sono in molti a chiedere una maggiore potenza per le bici elettriche, per faticare ancora meno in salita, soprattutto se si portano carichi pesanti – basti pensare alle bici elettriche cargo usate per il trasporto di merci o per accompagnare bambini a scuola. Inoltre, molti ritengono troppo basso anche il limite di velocità di 25 km/h.

Siamo parzialmente d’accordo con queste richieste, e pertanto ci sembra molto interessante la proposta fatta qualche giorno fa da alcuni senatori, che adeguerebbe la normativa italiana a quella svizzera. La Svizzera è un paese con caratteristiche simili all’Italia (in particolare, un territorio molto montagnoso) e ci sembra quindi utile guardare a cosa si fa da quelle parti. La proposta dei senatori è quindi quella di alzare il limite di potenza dei motori delle bici elettriche “lente” (equiparate agli occhi della legge alle bici normali, com’è già ora) – pur mantenendo il limite di velocità a 25 km/h; inoltre, i senatori propongono di introdurre una nuova classe di veicoli (già presente in Svizzera, in Germania e altri paesi, nota col nome di S-Pedelec): le bici elettriche “veloci”, con motori ancora più potenti e velocità massime di 45 km/h; distinguere giuridicamente queste due classi permetterà di trattarle in modo diverso, imponendo maggiori controlli sulle bici elettriche veloci. Questo sicuramente aumenterà i costi di gestione delle bici elettriche veloci, ma aumenterà anche la sicurezza di tutti: riteniamo infatti che mezzi con motori magari da 1000W, pesanti, capaci di andare a 45 km/h debbano essere sottoposti a controlli (ad esempio una revisione periodica) e limitazioni (ad esempio di età).


Test bici elettrica Stromer

La Stromer ST2, una S-Pedelec svizzera con limite a 45 km/h

L’interrogazione presentata dai senatori spinge anche il governo ad attivarsi affinché una distinzione del genere sia applicata a livello europeo, anche per facilitare le aziende attive in tutti i paesi della UE. Infine, si chiede al governo di chiarire la questione del pulsante di assistenza alla marcia, presente in molte bici elettriche e rimasto in una sorta di “limbo” burocratico: esso permette di circolare fino a una velocità massima di 6 km/h senza pedalare, ed è usato soprattutto per agevolare la fase di partenza nelle bici elettriche dotate di semplice sensore di rotazione dei pedali.

Per leggere il testo integrale dell’interrogazione potete cliccare sul link, e poi scegliere dal menu a sinistra: “allegato B”, poi “interrogazioni con richiesta di risposta scritta”, e poi cliccare sull’ultima interrogazione, la 4-03261.

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