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Nel mozzo non solo il motore, ma anche il cambio

14 Febbraio 2017 • Ultime notizie

Il gruppo Accell ha presentato una bici con un motore al mozzo posteriore; la novità è che nel mozzo è integrato anche un cambio a 5 marce.

bici elettrica Sparta R 5e

Per quanto riguarda le bici elettriche da città, una delle parole d’ordine da seguire nella loro progettazione è: “semplicità”. Si tratta di mezzi che devono funzionare bene, senza troppi fronzoli, anche perché sono spesso destinati a persone che magari tornano a usare la bici dopo anni.

Un cambio al mozzo è spesso sinonimo di semplicità. È solitamente meno performante di un cambio basato su un deragliatore, ma richiede meno manutenzione, e soprattutto permette di cambiare anche da fermi, cosa che in città è sempre ben accolta. Un altro sinonimo di semplicità è il motore al mozzo, meno complicato e ingombrante di un motore centrale.

Il problema? Finora la presenza di un motore al mozzo posteriore escludeva la presenza di un cambio al mozzo: o c’era l’uno, o c’era l’altro. (Naturalmente è possibile mettere il motore sul mozzo anteriore, ma questo pone problemi di altro tipo…).

Per questo è interessante la soluzione proposta dalla Sparta, parte del gruppo Accell. Il loro modello R 5e è dotato di un sistema che integra nel mozzo posteriore sia il motore, che un cambio a 5 velocità. Attenzione: non si tratta di marce interne al motore, ma più semplicemente di un cambio al mozzo che funziona come quelli che si vedono nelle bici da città (soprattutto in quelle di area germanica). Il cambio è stato progettato dalla Sunrace Sturmey-Archer.


motore con cambio integrato

Nell’immagine qui sopra il cambio è il “blocco” più a destra. Al centro, in verde,il motore. A sinistra invece potete notare come il sistema permetta anche di montare un freno a disco.

Il rapporto fra la marcia più agile e quella più dura è del 242%, valore più che accettabile per un uso cittadino e con limitazione della velocità a 25 km/h. Il motore ha una coppia di 40 Nm, nella media per i motori al mozzo da 250W.

Una novità? Fino a un certo punto…

C’è da dire che questa soluzione non è una novità assoluta. Già nel 2012 TDCM, una compagnia taiwanese semisconosciuta ma che è dietro a molte soluzioni tecnologiche presenti nelle bici elettriche, aveva presentato una soluzione molto simile.

Non è chiaro se il gruppo Accell abbia semplicemente comprato la tecnologia TDCM; se l’abbia migliorata; o se abbia sviluppato da zero un proprio motore con le stesse caratteristiche.

Fatto sta che finora il motore TDCM (già disponibile online) era rimasto più che altro una curiosità usata da qualche “kittaro”. L’effettiva presentazione sul mercato da parte di un marchio noto di una soluzione del genere già integrata in una bici in vendita al pubblico è comunque una notizia.

La bici in questione sarà presto in vendita a un prezzo al pubblico di circa 2000€. Se a un portafoglio italiano possono sembrare tanti, è necessario ricordare che il prezzo medio di vendita di una bici elettrica in Germania è di 3280€. Si tratta quindi di una bici economica per il mercato tedesco. Potremmo dire en passant che forse avremmo messo la batteria sul tubo obliquo del telaio invece che sul portapacchi posteriore, per riequlibrare il peso del motore.

Insomma, se negli ultimi anni la maggior parte delle novità più strettamente tecniche venivano dal settore delle mountain bike elettriche, ora una notizia interessante arriva anche per le bici da città. È importante puntare sulla semplicità d’uso per far sì che sempre più persone possano usare questi mezzi per muoversi nelle aree urbane.

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