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Cycle to Work, come promuovere l’uso delle bici elettriche

15 Ottobre 2015 • Ultime notizie

Promuovere l’uso delle bici (elettriche o meno) è un obiettivo che, sulla carta, è condiviso da quasi tutti. Passare dalle parole ai fatti però è sempre complicato, e il grande impegno dei cicloattivisti di tutta Italia si scontra spesso con il muro di gomma delle istituzioni. Per facilitare il raggiungimento di obiettivi concreti può essere utile guardare a ciò che si fa all’estero, per imparare dalle esperienze (ma anche dagli sbagli) altrui.

In questo caso ci sembra molto interessante un’iniziativa britannica che va avanti ormai da diversi anni, e che recentemente è stata ampliata in modo da coinvolgere anche le bici elettriche. Stiamo parlando dell’iniziativa Cycle to Work, letteralmente “vai al lavoro in bici”, abbreviato nella sigla C2W.

Cycle to Work: come funziona

  • il datore di lavoro acquista una bici
  • il lavoratore usa la bici per andare al lavoro, e la paga in 12 rate attraverso una riduzione della busta paga
  • entrambi ci guadagnano grazie a una riduzione delle tasse, in quanto nei 12 mesi il reddito imponibile diventa più basso. Il datore di lavoro quindi recupera più soldi di quanti ne aveva investito (grazie alle 12 rate pagate dal lavoratore + le minori tasse da pagare); il lavoratore paga la bici a rate e paga meno tasse per 12 mesi.

Finora questa iniziativa non era applicabile alle bici elettriche, in quanto c’era un limite di 1000£ per il prezzo della bici. Con 1000£ si possono già comprare delle bici elettriche economiche, ma poiché l’uso previsto è per l’appunto quotidiano, è meglio puntare a qualche modello di maggiore qualità (e prezzo).

ProC2W: anche per le bici elettriche

Con ProC2W è possibile acquistare anche bici dal valore superiore alle 1000 sterline. Nel sito si fa l’esempio della Gocycle, una bici elettrica pieghevole di alta gamma, dal prezzo di circa 2800£: grazie alla riduzione delle tasse, un lavoratore medio la va a pagare circa 1620£. Un datore di lavoro che spenda 3000£ per acquistare una bici invece alla fine dei 12 mesi si ritroverà con circa 3900£, fra lo stipendio ridotto e le minori tasse da pagare.

Naturalmente finora abbiamo solo parlato dei vantaggi in termini puramente monetari per lavoratori e datori di lavoro. In realtà, come provato ormai da diversi studi, i vantaggi sono molteplici: il lavoratore ne guadagna in salute, benessere, molto probabilmente anche in minori tempi di spostamento. Il datore di lavoro potrà contare su un lavoratore che prenderà meno giorni di malattia e sarà più attivo e motivato al lavoro.

Anche lo Stato ci guadagnerà: le minori entrate infatti non vanno viste come una perdita, ma come un investimento, come confermato anche da diversi studi relativi proprio alla situazione britannica. Data la previsione di aumento delle spese sanitarie nei prossimi anni e decenni, per l’invecchiamento della popolazione, un’iniziativa come Cycle to Work si ripagherà ampiamente da sola.

Ecco un esempio di un’iniziativa concreta che si potrebbe adottare anche da noi per favorire l’uso delle bici (elettriche o meno).

AGGIORNAMENTO: Il 29 ottobre 2015, circa due settimane dopo la pubblicazione di questo articolo, il network Bicilive ha parlato dello stesso tema. Se volete provare l’ebrezza di rileggere tutti i concetti espressi in questo articolo, nello stesso ordine, scritti con parole leggermente differenti, potete consultare il loro sito. Siamo contenti di essere diventati ormai il punto di riferimento per chiunque voglia scrivere di bici elettriche in Italia.


Pro Cycle to Work

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