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Brose: il futuro sono le ebike da città

13 Ottobre 2016 • Ultime notizie

Anche secondo Brose, uno dei principali produttori di motori per mtb elettriche, il futuro delle bici elettriche sarà soprattutto nel settore delle ebike da città.

ebike da città Brose

Una bici elettrica da città con motore Brose

Brose è una grande azienda tedesca che produce componenti per il settore automobilistico. Nel 2014 ha presentato, in collaborazione con Rotwild, il suo primo motore per bici elettriche, montato appunto su una mtb elettrica Rotwild. Il colpo grosso di Brose è stata poi la partnership con Specialized, uno dei più famosi produttori di mountain bike, da cui è nata la serie Specialized Turbo Levo.

mtb elettrica Specialized Brose

La Specialized Turbo Levo con motore Brose

Insomma stiamo parlando di un’azienda seriamente impegnata nel settore delle mtb elettriche: non farà i numeri di Bosch, ma è in grande crescita e soprattutto non ha niente da invidiare dal punto di vista tecnologico.

Eppure, anche secondo Brose, i grandi numeri nel prossimo futuro si faranno non con le mtb elettriche, ma con le ebike da città. Lo afferma Joachim Volland, il cui compito nell’azienda è proprio quello di progettarne la crescita nel lungo periodo. In un’intervista al mensile di settore Bike Europe (edizione di settembre 2016), Volland ha affermato: “All’inizio abbiamo puntato sul settore delle mtb elettriche per mostrare la performance del nostro sistema; per questo abbiamo creato delle partnership con Rotwild e Specialized. Adesso che ci siamo affermati in qesto mercato andremo a coprire numerosi altri segmenti. […] Per Brose una delle categorie principali su cui puntare saranno le ebike da città, di cui ci sarà una grande domanda in futuro. Risolveranno molti problemi di traffico nelle città. Per lo stesso motivo anche le cargo bike hanno un grande potenziale secondo noi“.

Altre parole sono state spese da Volland in particolare su paesi come la Spagna, la Francia e l’Italia: “In questi paesi il ciclismo è sempre stato visto prima di tutto come un fenomeno sportivo, ma con l’introduzione di ebike da città e da turismo si stanno creando nuove categorie di consumatori. Il clima mediterraneo è particolarmente adatto all’uso delle bici elettriche […] Il principale potenziale delle bici elettriche sta nell’attrarre al ciclismo consumatori che non hanno mai pedalato finora.”

Naturalmente Volland lavora per un’azienda che deve far quadrare i conti: vede i ciclisti prima di tutto come “consumatori” a cui vendere prodotti; e vede le bici elettriche come un modo per trovare nuovi consumatori e aumentare fatturato e profitto. In questo caso però gli interessi di un’azienda coincidono con quelli della società, visto che più bici (elettriche o meno) in giro per le città vogliono dire meno automobili. Sta proprio qui secondo noi il grande potenziale delle bici elettriche, che possono far andare in sella persone che non penserebbero mai di usare una bici “normale”.

Le affermazioni di Volland si pongono all’interno di un quadro che vede molti altri grossi nomi del ciclismo mondiale puntare su ciclismo urbano e cicloturismo come aree di crescita del settore bici nei prossimi anni.

Altre affermazioni interessanti fatte da Volland nell’intervista sono:


  • Sui motori con più rapporti interni, come il nuovo Panasonic a due marce (interne): “Lo sviluppo futuro dei motori centrali si concentrerà sulla riduzione di peso e ingombro. L’integrazione di più rapporti interni renderebbe il motore più grande e pesante
  • Ci aspettiamo una maggiore differenziazione all’interno del settore delle bici elettriche, sia in termini di prezzo che in termini di categorie
  • Una crescita del mercato del 40-50% [all’anno] per i prossimi 7-10 anni è certamente realistica
  • Assisteremo a un’accelerazione dei processi di consolidamento fra produttori“. Cioè molti produttori medio-piccoli saranno destinati a fallire, lasciando spazio a un oligopolio di grandi produttori affiancati da progetti di nicchia. Un po’ come accade nel settore automobilistico.
  • Ci sarà un consolidamento anche nel settore dei produttori di componenti per bici: le economie di scala saranno necessarie per la sopravvivenza
  • I rivenditori locali di bici giocheranno ancora un ruolo importante; la prevista esplosione nella vendita di bici elettriche online non si è verificata. Le bici elettriche sono complicate e i consumatori hanno bisogno dell’assistenza dei rivenditori

Tutte affermazioni che ci sembrano condivisibili. Meno probabile ci sembra invece l’indicazione sul futuro delle bici elettriche data dal progetto Visionbike presentato da Brose al recente Eurobike. Come detto, Brose è un’azienda che proviene dal settore automobilistico, per il quale produce tutti quei piccoli motori elettrici ormai onnipresenti nelle autovetture (alzacristalli, regolazione specchietti laterali, servosterzo e molto altro ancora). Naturalmente Brose sarebbe felicissima se anche il settore delle bici andasse nella stessa direzione: ecco perché la sua Visionbike è dotata di numerosi piccoli motori elettrici che si occupano ad esempio di ripiegare il manubrio automaticamente per il parcheggio (per risparmiare spazio); allo stesso tempo, la sella si abbassa automaticamente e va anche a bloccare la ruota posteriore (sistema antifurto).

Visionbike Brose

Si tratta di soluzioni interessanti, ma forse è meglio che la bici rimanga un mezzo di trasporto votato alla semplicità, che abbia un piccolo motore elettrico per aiutare il ciclista o meno. Voi che ne dite?

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