MENU

BikeMi, bike sharing con bici elettriche a Milano

23 marzo 2015 • Ultime notizie

Come ci viene ripetuto quotidianamente da tutti i media, fra qualche settimana Milano ospiterà l’Expo. Questo evento richiede la realizzazione di grandi infrastrutture, con una spesa enorme che – si spera – verrà recuperata con gli introiti derivati dai numerosi visitatori che ci si attende. Non è sempre chiaro tuttavia quale vantaggio apporteranno alla città nel lungo periodo queste opere faraoniche.

Molto più semplice, ma sicuramente molto più importante per la capitale lombarda, l’ampliamento di un’opera di concezione completamente diversa: BikeMi, il sistema di bike sharing di Milano, che diventa in occasione dell’Expo anche elettrico.

BikeMi, l’ampliamento con bici elettriche in vista dell’Expo

bike sharing elettrico Milano BikeMi

foto Ansa

Come accennato, BikeMi non nasce con l’Expo (le prime bici in condivisione risalgono al 2008), ma si sta in queste settimane ampliando con 70 nuove stazioni e 1000 nuove bici elettriche a pedalata assistita, presentate qualche giorno fa dal sindaco Pisapia, immancabilmente invitato dai fotografi a mettersi in posa su una ebike. Delle 70 nuove stazioni, 44 saranno posizionate lungo il percorso che unisce Milano città al polo espositivo vero e proprio. E’ stato intelligentemente previsto di ricollocare in città queste stazioni una volta terminato l’Expo. L’ampliamento del sistema è stato finanziato con un fondo di 4 milioni di euro messo a disposizione dai cittadini italiani tramite il Ministero dell’Ambiente.

Mappa Rho-Fiera

Fra Milano città e la Fiera ci sono circa 10 km di distanza, facilmente copribili in bici elettrica

Le ebike a disposizione sono giustamente molto semplici, con motore anteriore e batteria integrata nel tubo obliquo del telaio, protetta da colpi e intemperie. Per il resto, sono bici da città molto simili a quelle del bike sharing “muscolare”.

BikeMi, come funziona

Il sistema di bike sharing BikeMi di Milano è nato nel dicembre del 2008. Al momento sono ben 216 le stazioni a disposizione dei cittadini milanesi, con 3600 bici tradizionali. Gli abbonamenti annuali attivi sono 30639: ogni bici è quindi usata in media da 8,5 persone. Come già avvenuto in altre capitali europee, gli entusiasti utenti iniziali hanno fatto da volano a una maggiore diffusione presso la popolazione di questo sistema, tanto che i nuovi iscritti nei primi mesi del 2015 sono ben il 40 per cento in più rispetto ai nuovi iscritti nello stesso periodo dello scorso anno.


Le bici gialle di BikeMi (quelle elettriche invece saranno rosse) sono ormai una vista comune a Milano. Si tratta di semplici e solide bici dotate di cestino anteriore, cambio al mozzo a tre marce, e fari. I loro utilizzatori contribuiscono non solo al proprio benessere, ma anche a quello della città, visto che una bici in più vuol dire un’automobile in meno, o un minore affollamento dei mezzi pubblici.

E’ possibile abbonarsi al servizio per un anno, una settimana o semplicemente una giornata (al prezzo rispettivamente di 36, 6, o 2,50€); a seconda della modalità scelta, si riceve una tessera o dei codici da utilizzare presso una delle stazioni del BikeMi, e poter così prelevare la bici. Una volta giunti a destinazione, semplicemente si lascia la bici presso la stazione più vicina.

Il sistema è pensato per utilizzi di breve durata, e anche i prezzi incentivano questo tipo di uso: la prima mezz’ora è gratuita, e in seguito si pagano 0,50€ ogni mezz’ora; è necessario comunque restituire la bici entro due ore; se si sfora per più di tre volte, si è sospesi dal servizio. Per le bici elettriche invece i prezzi saranno diversi, visto che si pagherà fin dai primi minuti, con una tariffa che progressivamente aumenta (0,25€ per la prima mezz’ora, 0,75€ per un’ora, 1,75€ per 90 minuti, 3,75€ per due ore e ben 4€ per ogni ora o frazione di ora successiva).

Un’occhiata alla mappa presente sul sito ufficiale BikeMi mostra come le stazioni siano presenti in modo omogeneo nel centro della città. Non sappiamo con precisione dove verranno ricollocate le 44 nuove stazioni, dopo la fine dell’Expo.

BikeMi, mappa

I sistemi di bike sharing sono diffusissimi in Europa, e si sono dimostrati uno dei modi migliori per promuovere l’uso delle bici. I cittadini li apprezzano in quanto economici e in grado di risolvere alla radice il problema del furto. Per i comuni i costi di gestione sono coperti in parte dalle tariffe, ma soprattutto dalla vendita di spazi pubblicitari. Anche chi non usa il bike sharing ci guadagna, avendo una città con meno traffico. Per questo gli sforzi di Milano (e di altre città italiane) in questo senso sono da applaudire, e speriamo che servano da esempio anche ad altre città, prima fra tutte Roma dove un esperimento del genere fallì miseramente qualche anno fa.

Ti potrebbe interessare anche:

il nostro manuale sulle bici elettriche (in formato cartaceo o ebook).

il nostro corso sulle bici elettriche

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »