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Batterie litio-aria migliori con il virus M13

17 Dicembre 2013 • Ultime notizie

Batterie litio-aria nel futuro delle bici elettriche

Torniamo a parlare di innovazioni nel settore delle batterie: già oggi con le batterie agli ioni di litio si sono fatti dei passi da gigante  rispetto alle vecchie batterie al piombo. I modelli di bici elettriche più avanzati, come quelli basati sui sistemi Bosch, possono vantare un’autonomia media di 70-80 km.


La ricerca scientifica sulle batterie comunque continua in diversi laboratori del mondo: le batterie sono alla base del funzionamento di tutti i gadget tecnologici con cui abbiamo a che fare quotidianamente (dagli smartphone alle automobili elettriche), e aumentarne la durata è un obiettivo che fa gola a molti produttori.

L’ultima innovazione – ancora a uno stato sperimentale, precisiamo subito – viene dal famoso MIT di Boston, già noto ai lettori di questo sito per essere dietro allo sviluppo della Copenhagen Wheel. All’MIT puntano a migliorare le batterie litio-aria su cui anche altri gruppi di ricerca stanno lavorando. In particolare, stanno sperimentando l’uso di virus per formare i “nanowires”, dei filamenti microscopici che compongono uno degli elettrodi di una batteria.

Senza entrare troppo nei dettagli – disponibili sul sito dell’MIT – possiamo dire che questi virus hanno la capacità di legarsi a molecole di metallo e formare filamenti di ossido manganoso. La caratteristica principale è che questi filamenti non sono lisci, ma – grazie ai virus – hanno una superficie irregolare, e quindi più ampia. Questo determina tutta una serie di vantaggi: da una più veloce carica delle batterie a una loro maggiore capacità; inoltre, il processo di produzione delle batterie diventerebbe più semplice e meno inquinante.

In teoria, con un’eventuale effettiva produzione di batterie, queste potrebbero avere una densità energetica doppia o tripla rispetto a quella delle migliori batterie agli ioni di litio moderne. Tradotto in termini concreti, una batteria che pesasse come quella dei sistemi Bosch nominati prima potrebbe avere un’autonomia di 210-240 km, invece dei 70-80 attuali.

La professoressa Angela Belcher, a capo del progetto, specifica che si è ai primi passi della ricerca: finora si è testata solo la produzione del catodo, solo una delle parti che compongono una batteria; inoltre, per essere messe in commercio le batterie dovranno arrivare a sostenere migliaia di cicli di carica e scarica.

L’importanza di questo tipo di ricerche è sottolineata dal fatto che fra i finanziatori del progetto del MIT si trova anche l’esercito americano.

Ecco un video in cui la stessa professoressa Belcher spiega le sue ricerche:

 

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