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MTB elettriche Specialized Turbo Levo con motore Brose

Specialized è uno dei marchi più noti fra gli appassionati di ciclismo, sia su asfalto che su sterrato. Finora si era tenuta lontana dal mondo delle mountain bike elettriche, ma ora anche il marchio americano ha deciso di scendere in campo, e in modo del tutto particolare.

mtb elettrica Specialized Brose

Specialized ha scelto infatti di usare motori Brose per le proprie ebike, modificati secondo delle specifiche volute da Specialized. Proprio pochi giorni fa abbiamo parlato in modo approfondito dei motori Brose, disponibili finora solo su mtb Rotwild e Bh Bikes, ancora rare e difficili da trovare. Con questa mossa Specialized si distingue quindi dai leader del mercato, Haibike in primis, che usano motori Bosch o Yamaha.

Il sistema Brose per ebike Specialized

dettaglio motore BroseA quanto è dato sapere, il motore usato da Specialized è stato sviluppato da Brose, ma non dovrebbe trattarsi del motore standard usato da Rotwild o BH Bikes per le proprie bici. Sembra che Specialized abbia chiesto delle modifiche particolari a Brose. Possiamo ipotizzare che esse riguardino la curva di erogazione di potenza da parte del motore, o magari modifiche strutturali per adattarsi al meglio ai telai Specialized. Ad ogni modo, si tratta comunque di motori da 250W per una velocità massima di 25 km/h, con tre livelli di assistenza (secondo noi pochi per un uso in offroad: 4 o 5 livelli avrebbero permesso un controllo più preciso della potenza e dell’autonomia). Naturalmente l’erogazione di potenza è gestita tramite un sensore di coppia: in parole povere, più il ciclista spinge sui pedali e più il motore lo aiuta (per maggiori informazioni sui tipi di sensori di pedalata cliccate qui). Il peso del motore è di 3,4 kg. La coppia massima erogata è di 90Nm, mentre la potenza di picco è di 530W.

La batteria può essere da 460 o 504 Wh, rimovibile, resistente a acqua e polvere secondo lo standard IP67.

rimozione batteria

E il display?

Non c’è! Specialized ha scelto una strada completamente opposta rispetto a quella scelta da Bosch, che passando dall’Intuvia al Nyon ha ampliato dimensioni e funzionalità del display. Sulle mtb elettriche Specialized il display semplicemente non ci sarà, e neanche i comandi al manubrio! “Crediamo che la maggior parte dei clienti non sia interessata ad avere un grande display sul manubrio”, ha affermato Marco Sonderegger, il Product Manager di Specialized. Tutto il sistema di gestione è integrato nel pacco batteria, sul tubo obliquo del telaio, dove si trovano tre pulsanti (per accendere e spegnere il sistema, selezionare il livello di assistenza e poco altro) e dieci LED verdi (per monitorare lo stato di carica della batteria, ogni led rappresenta un 10%). Le bici sono comunque dotate di sensori, e altri dati (velocità, cadenza di pedalata, potenza erogata) possono essere trasmessi a uno smartphone tramite Bluetooth o ad altri dispositivi (come i ciclocomputer avanzati) tramite lo standard ANT+.

dettaglio base bici elettricaA noi questa sembra una scelta interessante e in gran parte condivisibile. In questo modo non si è legati a un unico display, e si può scegliere la modalità di controllo preferita e alla quale si è abituati. Inoltre, meno pezzi ci sono e minori sono le probabilità di rotture, soprattutto in un ambito come quello della mountain bike dove cadute, fango e pioggia non sono da escludere. L’unico problema è la difficoltà nel cambiare il livello di assistenza: è necessario staccare la mano dal manubrio e raggiungere il lato della batteria; i pulsanti tra l’altro non sembrano facilmente usabili, a giudicare dai video che abbiamo visto; queste operazioni sarebbero quindi abbastanza complicate da fare pedalando.

La app di gestione, chiamata Mission Control App, ha alcune caratteristiche molto interessanti. Lo Smart Control ad esempio permette di impostare la distanza che si vuole percorrere: il sistema regolerà di conseguenza la potenza erogata dal motore, riducendola se calcola che il consumo di batteria è troppo elevato per giungere a destinazione. Si tratta di un’idea interessante, ma in offroad ciò che conta veramente è il dislivello: bisognerebbe vedere se il sistema è dotato di mappe precise che possono essere usate per tenere conto dell’orografia del territorio circostante. Tramite la app è anche possibile modificare l’erogazione di potenza da parte del motore.

Altri dettagli:

  • molto interessante il posizionamento del magnete per rilevare la velocità alla ruota posteriore: è fissato in modo sicuro al disco del freno ed è per questo impossibile che si muova, come accade a volte in altre e-mtb.
  • come sappiamo, il motore Brose permette l’uso di due corone. Specialized ha deciso però di puntare su una trasmissione 1×10 (o 1×11 nella versione full, 10-42).

Chi ha avuto la possibilità di provare queste bici parla di un motore più silenzioso e di un feeling più naturale rispetto a quanto offerto dalla concorrenza. Staremo a vedere.

I modelli di mtb elettriche Specialized

comandi su telaio

Sono sei i modelli di mtb elettriche con motore Brose presentati da Specialized:

  • 4 front:
    • 27,5+ da uomo
    • 29 da uomo
    • 27,5+ da donna
    • 29 da donna
  • 1 full da 27,5+, disponibile in tre varianti con componenti meccanici diversi
  • 1 fat, con ruote da 26 x 4,6″

Lo standard 27,5+ è l’ultima “moda” nel settore delle mountain bike. Si tratta di gomme da 27,5 più larghe del normale, ma non così larghe da ricadere nella categoria fat. I bikers si dividono sull’effettiva utilità di questi copertoni, ma crediamo che abbiano più senso in una mountain bike elettrica che in una mountain bike normale. Approfondiremo il discorso in un altro articolo. AGGIORNAMENTO: ecco l’articolo sulle mtb elettriche 27,5+

Conclusione

La lotta per il predominio nel crescente e lucroso settore delle mountain bike elettriche si fa sempre più serrata. Andiamo a riassumere le “armi” che Specialized usa.

  • La forza del marchio: Specialized è un brand noto, sinonimo di qualità agli occhi degli appassionati. È indubbio che ciò la pone in una posizione di favore rispetto a un brand come Haibike, semisconosciuto prima del suo interesse per le mtb elettriche.
  • Una rete di rivenditori ampia e testata
  • Un sistema esclusivo, diverso da tutti gli altri, e – a quanto detto da chi l’ha provato – con un feeling più naturale

I lati negativi sono invece il ritardato arrivo sul mercato, che ha impedito a Specialized di fare esperienza nel settore delle mtb elettriche rispetto ad altri marchi. Il sistema non è stato testato a lungo da recensori indipendenti (sono disponibili solo delle prime impressioni) e non se ne conosce la performance nel tempo.


Una mtb elettrica costa alcune migliaia di euro: chi decide di spenderli andrà su un sistema testato come quelli di Bosch o Yamaha, o su un sistema che dalle prime impressioni sembra essere migliore, ma è poco conosciuto?

In ogni caso, a guadagnarne saranno i consumatori.

foto Specialized

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