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Sensori di sforzo: l’importanza di una pedalata “rotonda”

29 Ottobre 2014 • Approfondimenti tecnici

Questo articolo è diviso in due parti: nella prima parte parleremo della pedalata rotonda, e di come sia importante per i ciclisti in generale; nella seconda parte vedremo come in particolare una pedalata rotonda può portare dei benefici a chi usa bici elettriche con sensore di sforzo.

Cominciamo con alcune definizioni:

Pedalata rotonda e pedalata a stantuffo

La pedalata rotonda è l’obiettivo di tutti i ciclisti avanzati: avere una pedalata rotonda vuol dire premere in maniera il più possibile costante e regolare sui pedali. E’ possibile capire meglio cosa si intende per pedalata rotonda contrapponendola al suo opposto, la pedalata “a stantuffo”: provate ad alzarvi sui pedali, magari in leggera salita; farete una pedalata potente e vigorosa con il piede destro, aiutati dal peso di tutto il corpo; seguirà una breve fase di stasi della pedalata in cui avanzerete per inerzia, fino a quando il piede sinistro non avrà raggiunto la posizione di spinta, per ricominciare il ciclo. Questa è una pedalata “a stantuffo”: picchi di potenza alternati a fasi in cui non si spinge per niente sui pedali. Abbiamo fatto l’esempio della pedalata in piedi sui pedali per estremizzare e far capire meglio, ma la pedalata a stantuffo è un difetto che si ha anche stando seduti sul sellino, e che determina uno sforzo irregolare, una minore efficienza, un carico errato sulle caviglie e sulle ginocchia.
Diciamo subito che una vera pedalata rotonda è possibile solo curando attentamente la posizione in sella, usando i pedali con tacchette, e curando il “colpo di pedale”, ponendo attenzione ai movimenti delle caviglie. Per approfondire potete guardare questo video di ciclismopassione.com:

Anche se non volete usare i pedali con tacchette, ora che sapete la differenza fra una pedalata a stantuffo e una pedalata rotonda “ideale” potete fare più attenzione al modo in cui pedalate. Cercate appunto di pedalare in modo costante e regolare, stando fermi con il busto, senza spostarlo a destra e a sinistra per dare maggiore potenza al colpo di pedale. Ecco i due errori più comuni da correggere per pedalare in modo più efficiente:

  • Avere il sellino troppo basso, cosa che porta ad alzare troppo le ginocchia e di conseguenza a “pestare” sui pedali, anche per una peggiore inclinazione del piede
  • Scegliere un rapporto troppo duro, e di conseguenza una cadenza di pedalata troppo bassa; questo porta a scomporsi in sella per vincere la resistenza del pedale.

Non è possibile dire qual è la cadenza di pedalata ideale, in quanto sono molti i fattori che la determinano. Come regola generale, possiamo dire che in pianura potreste cercare di stare intorno alle 80 pedalate al minuto. Alcuni display di bici elettriche offrono la possibilità di indicare questo dato.

La pedalata rotonda e le bici elettriche con sensore di sforzo

Finora abbiamo parlato della pedalata rotonda in generale. Ci sono però altri motivi, più specifici rispetto al tema delle bici elettriche con sensore di sforzo, che rendono ancora più importante curare la pedalata.

Come sappiamo, i sensori di sforzo in una bici elettrica misurano le torsioni meccaniche determinate dalla pedalata; in base a queste la centralina calcola la potenza da far erogare al motore. Se state facendo una grossa pressione sul pedale, il sensore la rileva e la centralina fa erogare la massima potenza possibile (in proporzione al livello di assistenza scelto); se invece non state premendo molto sui pedali, anche il motore fornirà una potenza più bassa.

Avendo in mente ciò che abbiamo appena detto sulla pedalata a stantuffo, è ora chiaro che questa determinerà un comportamento irregolare del motore, che nel giro di brevissimo tempo si troverà a erogare un’alta potenza, poi una molto bassa, e nuovamente alta. L’effetto è leggermente diminuito dal fatto che le centraline erogano potenza seguendo la media della potenza rilevata dal sensore negli ultimi secondi, piuttosto che “copiare” istantaneamente la curva di potenza del ciclista. E’ comunque facile notare questo comportamento se si pedala con  un rapporto molto duro e una cadenza di pedalata bassa in salita.


Al contrario, con una pedalata più rotonda (anche se non perfetta) l’erogazione di potenza da parte del motore sarà molto più costante e regolare: da ciò deriva una migliore efficienza energetica (quindi una maggiore autonomia: sarà possibile fare più chilometri) e una maggiore durata nel tempo del motore, sottoposto a uno sforzo più regolare.

Il tutto risulterà più chiaro guardando questo grafico che simula le due situazioni presentate.

Pedalata rotonda e bici elettriche con sensore di sforzo

Con l’altro tipo di sensore presente sulle bici elettriche, quello che rileva solamente se i pedali stanno girando o no, il discorso appena fatto non si applica, in quanto il motore eroga una potenza costante.

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