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Ebike Piaggio: la bici elettrica per sostituire lo scooter

22 Settembre 2015 • Approfondimenti tecnici

Aggiornamento: abbiamo scritto un nuovo articolo con tutti i dettagli relativi alla Piaggio Wi-bike. Su questa pagina che state leggendo lasciamo alcune considerazioni su ciò che l’ingresso nel settore delle bici elettriche da parte di Piaggio può significare per la mobilità urbana (andate fino a circa metà articolo qui in basso).

Se ne parla da più di un anno, ma ormai il momento sembra essere arrivato: la bici elettrica Piaggio dovrebbe essere effettivamente disponibile fra pochissimo. Si tratta di un mezzo che susciterà sicuramente un grande interesse presso un largo pubblico: abbiamo deciso per questo motivo di dedicare un approfondimento specifico alla ebike Piaggio. Presentiamo prima di tutto le caratteristiche tecniche della bici per come le conosciamo, per poi finire con alcune considerazioni generali su ciò che significa la scesa in campo di Piaggio per la mobilità urbana e per il settore delle bici elettriche.

La bici

Bici elettrica Piaggio

La bici elettrica Piaggio con cambio automatico Nuvinci

Le uniche immagini che circolano in rete sulla bici elettrica Piaggio parlando di una bici dal design alquanto sportivo. A quanto ne sappiamo però, la ebike Piaggio dovrebbe essere poi effettivamente disponibile in varie declinazioni, comprendenti anche allestimenti più “da città” (immaginiamo ad esempio versioni con portapacchi e parafango).

Ci limitiamo quindi a fare considerazioni riguardanti il sistema elettrico e i componenti meccanici che dovrebbero essere comuni a tutti i modelli, in attesa di conoscere meglio le bici effettivamente disponibili.

I componenti elettrici

dettaglio motore bici elettrica PiaggioIl progetto Piaggio è ambizioso: si è deciso infatti di progettare un proprio motore, senza affidarsi a soluzioni già disponibili sul mercato. Si tratta di un motore centrale (posizionato cioè fra i pedali) che agisce direttamente sulla trasmissione della bici. Questa è la tendenza verso cui sta andando il mercato in generale, come visto pochi giorni fa al CosmoBike Show. Il motore sarà disponibile in due versioni, da 250W e 350W; come sappiamo, solo la prima versione sarà agli occhi del Codice della Strada del tutto pari a una bici “normale”; la versione a 350W dovrà essere omologata come ciclomotore.


La bici è dotata di un sensore di coppia per rilevare lo sforzo compiuto dal ciclista. Molto interessante il sistema DEA (Dynamic Engine Assistance), che permetterà due cose: una gestione precisa della curva di potenza erogata dal motore per ogni singolo livello di assistenza (un po’ come avviene nel nuovo sistema Nyon Bosch); una modalità in cui si potrà impostare uno sforzo fisso compiuto dal ciclista (ad esempio 100W), e la centralina si occuperà di aumentare o diminuire la potenza erogata dal motore in funzione delle salite e discese che si affrontano. Fondamentale per questo l’interazione con il cambio automatico a variazione continua (vedi sotto). Possibile anche interfacciarsi con un cardiofrequenzimetro in modo da regolare la potenza del motore in base ai battiti cardiaci del ciclista.

La batteria è da 400Wh, un valore buono che garantirà sicuramente un’ampia autonomia in ambiente urbano, permettendo anche lunghi trasferimenti extraurbani.

A quanto sembra, la bici potrà essere gestita direttamente dallo smartphone, contribuendo alla riuscita estetica della bici. Saranno presenti anche dei pulsanti sul manubrio, probabilmente per garantire che le operazioni più comuni (come ad esempio cambiare il livello di assistenza) siano veloci, facili e sicure. Una presa USB servirà a ricaricare aggeggi elettronici in mobilità (come lo smartphone) e per gli aggiornamenti software della centralina. Anche la diagnostica si potrà fare senza fili, direttamente da una app sullo smartphone (diagnostica semplice) o da un tablet nel centro di assistenza (per una diagnostica più approfondita). Quando si parcheggia la bici e si rimuove il display o lo smartphone abbinato, la centralina si spegne e la bici diventa inutilizzabile.

dettaglio ebike PiaggioLa bici elettrica Piaggio è poi dotata di un modulo GPS e GSM, come visto ad esempio sulla Stromer ST2: in pratica sarà possibile “dialogare” con la bici anche a distanza, e conoscerne sempre la posizione precisa e lo stato della batteria.

Una volta che la app di gestione ha i dati provenienti da GPS, batteria, motore, mappe della zona con altimetria ed altro ancora, è possibile avere tutta una serie di funzioni interessanti. Ad esempio, impostando un certo percorso che si vuole fare, la centralina può gestire la potenza del motore in modo di garantire l’arrivo a destinazione. Oppure ci può essere un allarme quando ci si allontana troppo dal punto di partenza e si rischia di non avere la carica necessaria a tornare indietro. Piaggio chiama queste funzioni “Smart Navigator”.

I componenti meccanici

Molto interessante la trasmissione, affidata a una cinghia e a un cambio automatico a variazione continua NuVinci. Chi ci segue sa che crediamo molto nei cambi automatici per le bici elettriche, soprattutto in ambiente urbano. Il compito di frenare la bici è affidato a dei freni a disco idraulici da 180 e 160 mm (rispettivamente all’anteriore e al posteriore).

Non sono ancora disponibili informazioni relative al prezzo di vendita della bici.

La bici elettrica Piaggio, il settore delle ebike, e la mobilità urbana

bici elettrica Piaggio da sinistra

La scesa in campo di Piaggio nel settore delle bici elettriche è un avvenimento molto significativo, sotto diversi punti di vista:

  • Finalmente un grande gruppo industriale italiano si accorge del fenomeno bici elettriche e decide di puntarci seriamente. Bosch, Yamaha, Brose… sono tutte aziende attive principalmente in altri settori industriali, che hanno fiutato l’affare ebike e vi si sono gettate, realizzando profitti ma anche aumentando di molto la qualità media delle bici elettriche disponibili per i consumatori.
  • Piaggio ha fatto una scelta diversa da quella degli attori appena menzionati: ha scelto di realizzare non solo il motore e i componenti elettrici, ma anche di progettare il telaio e assemblare la bici. È una scelta coraggiosa e a nostro avviso corretta, visto che Piaggio è già un marchio abbinato alla mobilità, al contrario ad esempio di Bosch o Brose. Così come esiste lo scooter Piaggio, esiste ora anche la bici elettrica Piaggio.
  • Per ovvie ragioni, Piaggio potrebbe essere il primo produttore a offrire bici elettriche omologate come ciclomotori, superando in modo legale i limiti di 250W e 25km/h. (Ricordiamo che saranno comunque disponibili ebike Piaggio da 250W, considerate dal Codice della Strada del tutto uguali a bici “normali”).
  • La scesa in campo di un attore già molto noto nel settore degli scooter può aiutare a realizzare finalmente il pieno potenziale delle bici elettriche. Le ebike si stanno diffondendo velocemente, ma bisogna andare a vedere CHI le compra: se si tratta di persone che abbandonano lo scooter (o una seconda auto) per una bici elettrica, allora il “saldo ambientale” è decisamente positivo. Una ebike Piaggio può forse facilitare questo passaggio, più di quanto non avvenga con una bici elettrica di altri marchi (anche per la scarsa consapevolezza che il pubblico ha dei marchi dei produttori di bici). C’è qui però una contraddizione di fondo: Piaggio vorrà presentare la sua ebike come un mezzo pienamente sfruttabile per la mobilità urbana, rischiando di cannibalizzare le sue vendite di scooter? Oppure la bici verrà presentate come un prodotto “sportivo”, ripetendo per l’ennesima volta lo storico errore dell’intero settore ciclistico italiano, quello cioè di considerare la bici come mezzo puramente sportivo-ricreativo, lasciando a auto e scooter la partita sulla mobilità quotidiana? Staremo a vedere. Il fatto che la bici elettrica Piaggio sia presentata come “Serie Sport” sullo shop online Enel non è di buon auspicio. (Ricordiamo però, come già detto a inizio articolo, che a quanto ci risulta ci saranno varie declinazioni della ebike Piaggio, alcune più sportive e alcune più votate alla mobilità urbana; non abbiamo però altri dettagli).
  • Infine, è bene ricordare che Piaggio ha un vantaggio enorme sui suoi concorrenti: una rete di distribuzione fitta ed estesa su tutto il territorio italiano (con una presenza significativa anche in Europa). Si tratta di rivenditori già abituati a vendere prodotti di qualità dal costo di diverse migliaia di euro. Non sappiamo in che misura Piaggio punterà su questo, ma potenzialmente, previo un attento programma di formazione a rivenditori e officine, sarebbero in grado di offrire di gran lunga il miglior servizio di vendita e assistenza post-vendita su bici elettriche disponibile in Italia. Gli altri produttori di bici elettriche dipendono moltissimo dalla tradizionale rete di rivenditori indipendenti di biciclette: molti di questi si sono aggiornati e sono bravissimi a fare vendita e assistenza sulle ebike, ma molti ancora non credono nel prodotto o addirittura non lo conoscono. È significativo che un altro grande gruppo industriale italiano, la Askoll, abbia deciso di scendere in campo creando da zero una propria rete di distribuzione, senza affidarsi ai rivenditori di bici già operanti.

Conclusione

La scesa in campo di Piaggio nel settore delle bici elettriche è un avvenimento sicuramente positivo sotto vari punti di vista. Una maggiore concorrenza e una maggiore possibilità di scelta non può che fare bene. Piaggio ha il potenziale per aumentare enormemente in Italia e in Europa la diffusione delle bici elettriche, soprattutto se saprà sfruttare pienamente la propria rete di rivenditori. La speranza è che questo si riveli un altro tassello per diffondere l’uso delle bici (che siano elettriche o meno) come mezzi di trasporto quotidiano in Italia.


foto tratte dal sito Piaggio

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2 Responses to Ebike Piaggio: la bici elettrica per sostituire lo scooter

  1. Luca ha detto:

    Si conoscono i prezzi

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