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Bici elettriche Bosch: 3 novità per il 2017

24 giugno 2016 • Approfondimenti tecnici

Ogni anno, all’inizio dell’estate, Bosch presenta le novità che vedremo sulle bici elettriche a partire dall’anno successivo. L’anno scorso Bosch aveva quindi presentato il nuovo motore CX, la nuova batteria da 500Wh, e vari sistemi di integrazione del suo sistema con dei cambi automatici.

Data la maturità ormai raggiunta dal sistema Bosch, quest’anno non ci sono novità rivoluzionarie.

1) Il nuovo comando/display Purion

Bosch Purion

Purion è il nome dato al nuovo comando/display che potrà essere montato sulle bici elettriche Bosch a partire dal 2017. Si tratta di un’unità che integra sia i pulsanti per regolare le funzioni della bici che un mini display.


I due sistemi presenti finora, Intuvia e Nyon, erano basati invece su una pulsantiera staccata dal display, che rimaneva centrale. Il Nyon sicuramente resterà disponibile; non è chiaro invece se Purion andrà ad affiancarsi all’Intuvia o a sostituirlo.

Probabilmente Bosch ha optato per questa soluzione più semplice, che lascia il manubrio più libero da ingombri e cavi, dopo aver visto l’ottima accoglienza riservata dalla stampa e dagli appassionati alla Specialized Turbo Levo, che fa completamente a meno di qualsiasi pulsantiera o display sul manubrio, per mantenere un’estetica il più possibile simile a quella di una bici “classica”. Pur senza arrivare a quell’estremo, si è voluto semplificare le cose.

2) Doppia batteria

doppia batteria Bosch

È ora possibile realizzare una bici elettrica basata sul sistema Bosch dotata di una doppia batteria. Combinando due batterie da 500Wh si potrebbe arrivare a una capacità totale di 1000Wh. Una soluzione del genere potrebbe essere interessante soprattutto per alcune applicazioni:

  • Cicloturismo in ambienti nei quali ricaricare la batteria può essere complicato, come ad esempio in zone naturali con centinaia di chilometri fra un luogo “civilizzato” e un altro
  • Cargo bike che devono trasportare carichi pesanti e quindi sfruttare molto la batteria
  • Giri in mountain bike particolarmente impegnativi in termini di dislivello
doppia batteria Bosch

Il sistema a doppia batteria su una bici elettrica cargo (cliccare per ingrandire)

Finora non era raro in occasioni come queste portarsi dietro due batterie, una da usare e una da tenere di scorta. Il nuovo sistema permette di facilitare le cose soprattutto dal punto di vista della gestione della carica e dei pesi della bici. Le due batterie sono collegate entrambe al sistema e, a quanto sembra, funzionano esattamente come se si avesse un’unica batteria più capiente.

È importante notare che questo sistema è disponibile solo su bici elettriche nuove, che già nascono così (e che saranno disponibili al pubblico a partire dal 2017); non è possibile al momento modificare una bici elettrica Bosch esistente per dotarla di una doppia batteria; non dubitiamo che presto saranno disponibili sul mercato parallelo modifiche non-ufficiali al sistema per permettere a tutti di sfruttare la doppia batteria (con i soliti dubbi relativi alla garanzia).

3) Compact Charger

compact charger Bosch

Bosch ha anche presentato un caricabatterie più piccolo e più leggero (200 grammi in meno) di quello classico a cui siamo ormai abituati. Tuttavia, questo Compact Charger lavora a 2 Ampere, la metà di quelli forniti dal caricabatterie Standard, ed è quindi molto più lento a ricaricare le batterie. Immaginiamo che possa interessare sopratutto ai cicloturisti che vogliono minimizzare i pesi e possono lasciare le batterie a ricaricarsi tutta la notte, fra un giorno di pedalate e l’altro.

Insomma, per Bosch si tratta di una evoluzione più che di una rivoluzione. I motori centrali (quello Bosch così come il Yamaha, il Brose o altri) hanno ormai raggiunto una certa maturità e sono già ottimi per la gran parte delle applicazioni. Dopo aver recuperato il gap in termini di coppia che Bosch aveva con gli altri motori grazie alla versione CX presentata l’anno scorso, l’impressione è che ulteriori salti avanti possano arrivare soprattutto da una maggiore collaborazione fra i produttori di motori e quelli di bici, per realizzare integrazioni migliori fra componenti elettrici e telai. Quello che si è visto con la Specialized Turbo Levo, insomma.

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