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Bici elettriche da 45 km/h: ecco come sono omologate in Italia le Stromer

11 aprile 2017 • Ultime notizie

Da qualche settimana l’azienda italiana Brinke Bike, produttrice di bici elettriche con il proprio marchio, è diventata distributore esclusivo in Italia delle bici elettriche svizzere Stromer. Le Stromer sono bici con motori da 500W di potenza, e velocità massima di 45 km/h: vengono classificate come speed-ebike in Svizzera, ma in Italia questa categoria non c’è. Per questo abbiamo chiesto a Brinke di spiegarci come veniva gestita la vendita dal punto di vista legale.

Stromer ST1

La loro risposta è stata molto interessante, e per questo abbiamo deciso di riportarla nel dettaglio. In sintesi, le Stromer vengono classificate come ciclomotori, i normali “motorini” che sfrecciano regolarmente nelle nostre città; le Stromer sono quindi dal punto di vista legale semplicemente ciclomotori con motore elettrico invece che a benzina; ovviamente hanno il vantaggio di mantenere il piacere della pedalata e della leggere attività fisica.

Ecco cosa ci ha scritto Brinke: “Le biciclette Stromer sono già omologate ed è già fatta la trasposizione dell’omologazione alla motorizzazione italiana. Per targare una Stromer è sufficiente recarsi in motorizzazione o in qualunque ufficio ACI portando con se il certificato di immatricolazione (che viaggia con la bicicletta) sul quale verrà applicata dall’Aci una marca da 16,00 € e la targa arriverà in c.a. due giorni al costo di 95,00 €. Il vantaggio delle Stromer a differenza di molti alti prodotti sul mercato è che sono perfettamente in regola per circolare in Italia. Il vantaggio è che grazie alla targa, il mezzo diventa assicurabile anche contro il furto. L’Aci conferma che non c’è l’obbligo del bollo (come per tutti i ciclomotori elettrici, nda).”

display bici elettrica Stromer ST2Le Stromer sono quindi immatricolate secondo la categoria L1e, quella dei normali ciclomotori. Per guidarle serve almeno la patente AM, e sono dotate di targa. Per l’acquirente è sufficiente andare in motorizzazione o all’ACI, presentare il certificato di omologazione e richiedere la targa, che solitamente arriva in un paio di giorni.

Tutto questo è possibile però grazie al lavoro preventivo fatto da Stromer e Brinke, che hanno dovuto seguire una serie di lunghi e costosi passaggi burocratici: bisogna prima che il mezzo passi i test di sicurezza per ottenere il certificato di omologazione COC; in seguito è necessario che il produttore si adoperi per ottenere la trasposizione sui registri della motorizzazione italiana. Questi test hanno costi che vanno dai 20 ai 30mila euro.

Ovviamente fare immatricolare la propria bici da più di 250W e 25 km/h ha il vantaggio di rendere legale circolare con essa per le strade pubbliche; ma ha anche lo svantaggio di far scattare tutti quei requisiti di legge a cui sono sottoposti i ciclomotori.

luce diurna bici elettrica Stromer

La luce diurna ad U nasconde al suo interno una presa USB

Un passo in avanti sarebbe il riconoscimento anche in Italia di una categoria intermedia fra “biciclette normali” (in cui ricadono anche le bici a pedalata assistita da max 250W e 25 km/h) e “ciclomotori”. La categoria intermedia sarebbe quella delle “speed-ebike” presente in paesi come Germania, Paesi Bassi e Svizzera, dove questi mezzi sono immatricolati ma hanno meno obblighi di legge rispetto ai ciclomotori.

Ricordiamo che dal 1 gennaio 2017 è entrato in vigore il regolamento europeo 168/2013 che modifica leggermente la disciplina della materia. In particolare introduce la categoria L1e-A, per mezzi con motori fra i 251 e i 1000W, ma velocità comunque limitata ai 25 km/h. Si tratta di una possibilità interessante ad esempio per i produttori di cargo bike.

Insomma, ora è più chiaro il procedimento necessario a omologare in Italia una bici elettrica da 45 km/h: serve un grande impegno in termini di tempo e di denaro da parte del produttore, come nel caso della Stromer. Chi sceglie di pedalare su un mezzo non omologato o immatricolato si esponde a grandi rischi dal punto di vista legale: non ne vale la pena.


Chiudiamo complimentandoci con Brinke Bike per la scelta di diventare distributore per l’Italia delle bici elettriche Stromer; sono mezzi che costano, ma hanno un’alta qualità. Per approfondire potete leggere la nostra recensione della Stromer ST2.

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2 Responses to Bici elettriche da 45 km/h: ecco come sono omologate in Italia le Stromer

  1. Gigi ha detto:

    “ma ha anche lo svantaggio di far scattare tutti quei requisiti di legge a cui sono sottoposti i ciclomotori”
    Per completezza e correttezza, dato che l’articolo non è esattamente conciso, sarebbe il caso di elencarli..

  2. italiasquallida ha detto:

    in pratica, grazie ai ladroni che governano il paese, si deve pagare tassa di possesso, assicurazione e bollo anche sulle bici con potenza superiore a 250W, cosa veramente ridicola, ma quando a governare ci mettono i galeotti, gli indagati e tutti i loro parenti…..il paese non può che sprofondare nell’oblio

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