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Motori Bosch: la nuova modalità E-MTB per mtb elettriche

2 maggio 2017 • MTB elettriche

Sicuramente vi sarà capitato. State pedalando su una mountain bike elettrica su un sentiero facile, con un livello di assistenza basso. Improvvisamente una ripida rampa: è necessario alzare il livello. Poi il sentiero torna ad essere meno ripido, magari c’è una stretta curva, e dovete riabbassare il livello di assistenza per non andare troppo veloce. È a questa scomodità che risponde la nuova modalità e-mtb per motori Bosch.
nuova modalità e-mtb bosch

La nuova modalità e-mtb sostituisce il livello Sport (il terzo su quattro), e si pone quindi fra il livello Tour (2) e quello Turbo (4, il più potente).

Con la modalità e-mtb il sistema varia automaticamente, e in modo graduale, l’assistenza fornita dal motore, modulando la potenza fra quella fornita con il livello Tour e quella fornita con il livello Turbo. In pratica quando si spinge poco sui pedali, il sistema fornisce il 120%, come nel livello Tour. Man mano che si comincia a spingere più forte sui pedali, la potenza sale fino al 300%, come nel livello Turbo.

In questo modo è possibile concentrarsi sulla guida, e non sul comando al manubrio e sul display per adattare il livello di assistenza a seconda della situazione. Inoltre, si evita l'”effetto motorino” che si ha quando si vorrebbe andare piano ma il livello Turbo aumenta la velocità più del dovuto, costringendo ad abbassare il livello di assistenza.

nuovo livello di assistenza e-mtb bosch

In dettaglio

Ma il Bosch non forniva già una potenza diversa a seconda di quanto si spinge? Sì, ma cambia (e di molto) la logica di funzionamento.

Nel sistema classico, ogni livello di assistenza fornisce una certa potenza calcolata come percentuale della potenza erogata dal ciclista.
Ad esempio, il livello Tour fornisce il 120%; questo vuol dire che se il ciclista spinge a 100W, il motore ne eroga altri 120; se il ciclista spinge a 200W, il motore ne eroga 240.
Oppure: il livello Turbo fornisce il 300%; quindi se il ciclista spinge a 100W, il motore eroga 300W; se il ciclista spinge a 200W, il motore eroga 600W (anche i motori da 250W possono arrivare, per breve tempo, a queste potenze).

Con la nuova modalità Bosch e-mtb invece la logica di funzionamento è molto diversa. In un tratto semplice, quando il ciclista spinge poco, la sua potenza è moltiplicata al 120%. Quando invece sta spingendo al massimo, la sua potenza è moltiplicata al 300%. Con tutte le gradazioni fra un estremo e l’altro. È come poter passare automaticamente dal livello Tour al livello Turbo, in modo graduale. Bosch non fornisce dettagli precisi sugli algoritmi di funzionamento, ma in sintesi il funzionamento è questo.

mtb elettrica Bosch

Altra conseguenza dovrebbe essere un risparmio di energia, e quindi un aumento dell’autonomia; almeno per chi era abituato ad usare sempre il livello Turbo.

Unico, piccolo punto negativo è la scomparsa del livello Sport. Sarebbe stato meglio offrire il livello E-MTB in aggiunta ai 4 già presenti, e non in sostituzione del livello Sport.

Ancora più naturalezza

Questo aggiornamento software per chi va in mountain bike è molto importante, in quanto aumenta ancora di più la naturalezza del sistema. Per un biker è importante avere sempre il massimo controllo sull’erogazione della potenza. In passaggi tecnici può essere necessario controllare la velocità, per poi spingere al massimo in uscita da una curva. Con la nuova modalità E-MTB tutto questo è possibile, in modo automatico.

Bosch risponde quindi in modo molto intelligente alle sfide poste dai suoi concorrenti, che hanno puntato solamente ad alzare la percentuale di moltiplica dell’ultimo livello di assistenza. Come ad esempio AM80 di Atala, che arriva addirittura al 400% (contro il 300% massimo di Bosch). Alzando la percentuale, i consumi salgono di molto, e quindi cala l’autonomia.

Sulla carta l’idea di Bosch è ottima. Si tratta di un sempice aggiornamento software (possibile per tutti i possessori del Performance in versione CX, e gratuito) che dovrebbe migliorare di molto la risposta del motore. Tutto sta nella gestione degli algoritmi di erogazione della potenza, che dovrebbero essere abbastanza complessi: il sistema deve capire quando il biker vuole meno potenza, e quando ne vuole di più, basandosi solo su frequenza di pedalata, coppia erogata dal ciclista, e velocità. Ma sicuramente Bosch ha le risorse per ottimizzare al massimo gli algoritmi prima della diffusione al pubblico dell’aggiornamento, prevista per luglio. I primi test hanno già dato responsi positivi.


Continua l’evoluzione tecnologica di questi mezzi. Siamo curiosi di vedere come risponderà la concorrenza.

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