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Mountain Bike Elettrica

Guida alle MTB elettriche

Fino a pochissimi anni fa, il mercato delle bici elettriche era costituito quasi interamente da mezzi da città, destinati principalmente a persone anziane. Negli ultimi anni invece le aziende costruttrici di bici elettriche hanno cominciato a rivolgersi a nuovi tipi di utenti, più giovani e desiderosi di fare sport. In estrema sintesi, è questa l’origine delle mountain bike elettriche, che sono ormai sempre più diffuse.

Mountain Bike Elettrica Full Haibike

MTB elettricaLe mtb elettriche possono essere un ottimo modo per pedalare più facilmente nella natura, permettendo a molte persone di percorrere sentieri e strade sterrate con un impatto ambientale estremamente minore rispetto a quello di una moto da fuoristrada. I puristi della mtb storcono un po’ il naso di fronte a questi mezzi, criticando il fatto che molte più persone possano accedere ai sentieri di montagna una volta riservati a chi è molto allenato. In realtà basta provare una mtb elettrica per capire che il motore aiuta, ma non sostituisce la pedalata, e in salita bisogna comunque faticare.

I biker più allenati e tecnicamente più abili possono usare questi mezzi per raggiungere vette e luoghi prima off-limit, e per divertirsi anche in salita. Anche chi non è un virtuoso delle ruote grasse però, se si limita a usare la mountain bike elettrica su terreni di media difficoltà dove non è richiesta una guida estremamente tecnica si può togliere numerose soddisfazioni, sfruttando il piccolo motore elettrico per arrivare un po’ più in alto o un po’ più lontano. A parità di pendenza di una salita, pedalare su sterrato è molto più faticoso che pedalare su asfalto, per cui l’assistenza del motore risulta ancora più decisiva. In particolare, è sulla salite scorrevole che questi mezzi danno il meglio.

Anche il mercato delle mtb elettriche si è ormai molto diversificato, e sono disponibili versioni elettriche di modelli 26″, 27,5″ (anche in versione Plus) e 29″, così come mtb front (con solo la forcella anteriore ammortizzata) o full (con anche una sospensione posteriore). In grande aumento anche la disponibilità di fat bike elettriche.

I componenti elettrici delle e-mtb

Come tutte le bici elettriche, anche le mtb elettriche hanno quattro componenti elettrici principali: motore; sensore di pedalata; batteria; schermo/computer di bordo. Per approfondire potete cliccare sui link presenti nei seguenti paragrafi.

Le mountain bike serie montano praticamente tutte un motore centrale, evitando motori montati sul mozzo della ruota posteriore o anteriore. Il motore centrale ha una serie di caratteristiche che lo rendono vincente in una mountain bike. Prima di tutto permette una migliore distribuzione del peso, che a sua volta determina una più facile gestione della bici; con gli stress a cui sono sottoposte le ruote poi (buche, sassi…) meglio evitare di appesantirle di 3-4 chili con un motore al mozzo; in caso di forature, la sostituzione della camera d’aria avviene esattamente come nelle mtb normali, senza dover fare i conti con i cavi di un motore al mozzo. Agendo direttamente sulla trasmissione, i motori centrali permettono anche un maggiore controllo della potenza erogata, soprattutto se abbinati a un sensore di sforzo (vedi sotto); inoltre, potendo sfruttare i rapporti della trasmissione, i motori centrali possono lavorare a regimi di rotazione più elevati e quindi più efficienti – una differenza fondamentale soprattutto nelle salite ripide che si incontrano in montagna, lungo le quali un motore al mozzo – costretto a regimi di rotazione più bassi – potrebbe surriscaldarsi e bloccarsi. Ricordiamo che per essere riconosciute come “bici” dal Codice della Strada, il motore deve avere una potenza massima di 250W, e deve assistere la pedalata fino ai 25 km/h; bici con motori più potenti possono essere usate solo in aree private, e vanno omologate come ciclomotori (operazione estremamente complicata).

Mountain Bike Elettrica Cube

Una mtb elettrica “full”, la Cube Stereo Hybrid 140 SL 27,5

Il sensore di pedalata è fondamentale in una bici elettrica; ne esistono di due tipi: quello più semplice è in grado di rilevare solamente se i pedali stanno girando o no; i sensori di sforzo (o di coppia, o torque sensor) invece sono in grado anche di rilevare l’intensità della pedalata, a partire dalle torsioni meccaniche che si generano nel sistema di trasmissione quando si preme sui pedali. In pratica, i sensori di sforzo sono in grado di “capire” se stiamo spingendo al massimo o se ci stiamo invece limitando a pedalare con più calma. A partire da questi dati, la centralina calcola la potenza da far erogare al motore, che è proporzionale alla forza con cui stiamo spingendo sui pedali. In questo modo, i sensori di sforzo determinano un comportamento molto naturale della mtb elettrica, che segue fedelmente le nostre richieste di maggiore o minore potenza. In una mountain bike elettrica è fondamentale scegliere questo tipo di sensore, evitando il tipo più semplice (quello che rileva solo se i pedali stanno girando o no) che rende la bici meno facile da gestire. Tutti i principali sistemi per mtb elettriche (Bosch, Yamaha, Focus Impulse…) usano sensori di sforzo.

La batteria è ciò che dà energia al motore. Le mtb elettriche montano batterie al litio, leggere e capienti. La capacità di una batteria si misura in Wh, che non sono altro che i V moltiplicati per gli Ah (una batteria da 36V e 10 Ah ha una capacità di 360Wh). L’autonomia di una bici elettrica si misura intuitivamente in chilometri di percorrenza, ma per le mtb elettriche ha molto più senso parlare di metri di dislivello che è possibile coprire con una batteria carica. L’autonomia reale comunque dipende da moltissimi fattori: pendenza della salita, peso del biker, livello di assistenza selezionato e molto altro. Consigliamo di scegliere mtb con batterie di capacità non inferiore ai 400Wh, che sono generalmente sufficienti per coprire 1000 metri di dislivello. Infine, di una batteria è importante anche il posizionamento: si tratta di un componente pesante (fra i 3 e i 5 chili circa) e il suo posizionamento influisce sulla guida della bici; la posizione migliore per una mtb elettrica è senza dubbio quella che prevede la batteria integrata nel tubo obliquo del telaio. Le batterie posizionate verticalmente dietro al tubo verticale del telaio allungano troppo il carro penalizzando la guida; le batterie posizionate sul tubo orizzontale del telaio invece alzano troppo il baricentro.

Gli ultimi componenti importanti in una mountain bike elettrica sono quelli che servono a controllarne le funzioni: schermi, pulsantiere, computer di bordo… Quando si pedala su una strada sterrata, è fondamentale avere sempre il massimo controllo del mezzo, per cui questi componenti devono rispondere a due requisiti: i pulsanti devono essere facilmente raggiungibili senza staccare le mani dal manubrio e anche senza guardarli; lo schermo deve essere facilmente leggibile. Questo risultato si ottiene separando fisicamente la pulsantiera (da posizionare vicino a una delle manopole, in posizione facilmente raggiungibile col pollice) dal display (da posizionare centralmente sul manubrio, dove è protetto dalle cadute e facilmente leggibile). Sconsigliati assolutamente tutti i sistemi che obbligano a staccare la mano dal manubrio per modificare le impostazioni della ebike. Il computer di bordo permette di selezionare i livelli di assistenza: è preferibile che ce ne siano almeno 4, per poter gestire con precisione la potenza del motore e di conseguenza il consumo della batteria. I sistemi di ultimissima generazione integrano anche navigatori gps cartografici. C’è anche chi ha deciso di fare una scelta completamente opposta, come Specialized che sulla sua Turbo Levo fa a meno di qualsiasi display o pulsantiera.

Mtb elettriche: cosa offre il mercato

mtb elettrica bosch

La “rivoluzione” delle e-mtb ha preso alcuni produttori di sorpresa: mentre alcune case offrono mezzi ben pensati, altre si sono palesemente adattate in fretta e furia a questo mondo, montando su telai da mountain bike sistemi non pensati per questo mondo. La situazione sta però rapidamente cambiando, e tutti i produttori seri offrono ormai mtb elettriche ben progettate, con vari motori. Il vero problema, soprattutto in Italia, è l’effettiva disponibilità dei vari modelli: non è raro dover aspettare diversi mesi per vedersi consegnata una mtb elettrica.


Sistemi Bosch

Le prime bici elettriche “serie” ad avere grande successo sono state quelle basate su sistemi Bosch. In pratica, Bosch fornisce ai produttori di bici i quattro componenti elettrici di cui abbiamo appena parlato, e loro li montano sulle loro bici. A dominare questo mercato ci sono due produttori tedeschi: Haibike (con la sua serie Xduro, giunta nel 2016 alla terza generazione) e Cube, che offrono un’ampia gamma di mtb elettriche con motori Bosch. Altre case con mtb elettriche serie con motori Bosch sono KTM, Conway, Trek, Lapierre, Matra e altri ancora. Sono sicuramente le più diffuse fra le mtb elettriche, ma si ritrovano a fare i conti con altri produttori sempre più agguerriti. Ecco il nostro approfondimento sui sistemi per bici elettriche Bosch 2016: come potete leggere nell’articolo, Bosch ha presentato un nuovo motore con un’alta coppia, sicuramente molto più adatto alle mtb elettriche.

Sistemi Yamaha

Anche la Yamaha si è lanciata nel mondo delle bici elettriche. Per quanto riguarda le mtb, anche in questo caso è Haibike a dominare, con la sua linea Sduro. Queste e-mtb sono state accolte molto favorevolmente dal mercato principalmente per due fattori: la maggiore coppia e la possibilità di montare una doppia corona, per aumentare il range di rapporti a disposizione rispetto a quanto disponibile con i motori Bosch: ecco il nostro approfondimento sulle mtb elettriche con motore Yamaha.

Sistemi Impulse Focus

La Focus, altra grande casa produttrice di mountainbike, ha scelto invece di affidarsi a motori prodotti autonomamente: si tratta di un motore ottimo, dotato di sensore di sforzo. Per conoscerlo meglio potete leggere la nostra recensione approfondita della Focus Throne Impulse Speed. Nel 2016 questo motore sarà aggiornato alla versione Impulse Evo, di cui potete leggere i dettagli qui.

Sistemi Bafang

La Bafang domina il settore delle mtb “elettrificate”, quelle cioè che nascono come mtb normali e che i biker decidono di elettrificare in seguito. Il motore centrale prodotto da Bafang è fra i più usati a questo scopo. Monta un semplice sensore di pedalata invece di un sensore di coppia, ma poiché agisce direttamente sulla trasmissione il risultato è comunque buono. Per approfondire potete leggere la nostra recensione di una mtb elettrificata con il motore Bafang. Bafang sta per presentare una nuova versione del motore, nota come Bafang Max Drive: a quanto ne sappiamo dovrebbe essere anche questo un motore centrale basato su sensore di sforzo, in grado di erogare una coppia elevata.

Altri

Altri attori sono presenti sul mercato delle mtb elettriche, anche se si tratta di mezzi difficilmente reperibili in Italia per il momento. Ricordiamo in particolare Brose, MPF o Sunstar.

Ti potrebbe interessare anche:

il nostro manuale sulle bici elettriche (in formato cartaceo o ebook).

il nostro corso sulle bici elettriche

4 Responses to Mountain Bike Elettrica

  1. Alex ha detto:

    Ciao secondo me manca un protagonista di primo piano ed è la BH io ne possiedo una la 650 Jumper ed è fantastica meglio sicuramente di quelle che montano il motore centrale perchè molto più dolce e progressiva nell ‘inserimento del motore inoltre ha 3 corone all’anteriore quindi 30 rapporti complessivi e non dieci come Trek o Hbike ecc.

  2. Corrado ha detto:

    Articolo molto interessante. Ho una domanda sapete se esistono bici elettriche che si ricaricano in frenata o in discesa?

    • Paolo Volpato ha detto:

      Salve Corrado… che dire, per esistere esistono, c’è la Stromer ST2 che abbiamo provato (vedi sezione “recensioni”) e ci sono quelle con motore Zehus Bike+, con un concetto simile. Secondo noi non serve a molto perché: 1) la quantità di ricarica è comunque minima e 2) una ricarica così irregolare stressa i componenti interni della batteria. Con le moderne batterie al litio ad alta capacità il problema della autonomia delle bici elettriche si è ridotto molto. È interessante notare che Zehus non ha mai voluto mandarci una bici in test nonostante l’abbiamo chiesto molte volte.

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