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I motori per bici elettriche

(articolo aggiornato a dicembre 2016)

Esistono vari tipi di motori per ebike. Si differenziano sostanzialmente per la loro posizione sulla bici.

La posizione del motore sulla bici elettrica

ebike Fulgur Acqua

Una bici elettrica con motore centrale

Il motore di una bici elettrica può essere posizionato sul mozzo (il centro della ruota) anteriore o posteriore, o fra i pedali.

  • Motori sul mozzo anteriore: sono il sistema più semplice e spesso meno costoso, tanto che sono quelli su cui si basano molti dei più semplici kit di conversione. Sono molto facili da montare perché non interferiscono con i pedali o la catena. A fronte della semplicità, ci sono alcuni problemi: sono poco efficienti in caso di asfalto scivoloso (pioggia), su sterrati o in salita, perché la ruota anteriore, con meno carico rispetto a quella posteriore, può slittare. Inoltre, aumentano il carico sulla forcella anteriore, che – in caso di montaggio su una bici non predisposta in partenza per accogliere il motore – consigliamo di sostituire con un modello più resistente. Li consigliamo solo se prevedete di usare la bici elettrica in percorsi semplici e pianeggianti.
  • Motori sul mozzo posteriore: con questo tipo di motori non ci sono i rischi di slittamento della ruota menzionati in precedenza. Sono in generale più difficili da montare in quanto potrebbero andare a interferire con il cambio. Hanno anche l’incoveniente di rendere più difficile togliere la ruota in caso di foratura, perché è necessario scollegare il cavo del motore, operazione che – se non è presente uno sgancio rapido del cavo – è delicata. I motori al mozzo posteriore sono comunque ottimi per un uso urbano o trekking, tanto che molte bici, anche di fascia alta, sono basate su questa soluzione.
  • Motori montati centralmente: i motori montati centralmente, al livello dei pedali, agiscono direttamente sul sistema di trasmissione della bici. Sono più complicati da montare, e richiedono spesso un telaio apposito, ma hanno il vantaggio di non interferire con il montaggio e smontaggio delle ruote. Essendo solidali al telaio, e non posizionati su masse sospese come i motori al mozzo, temono meno le buche, tanto da essere una scelta praticamente obbligata per le mountain bike elettriche.

C’è anche una differenza relativa ai regimi di rotazione dei due tipi di motore. I motori al mozzo (detti anche hub) sono vincolati al numero di rotazioni della ruota su cui si trovano; questo determina il fatto che nelle fasi di partenza, quando la ruota gira lentamente, anche il motore debba erogare la sua potenza a bassi regimi di rotazione, in modo quindi poco efficiente, assorbendo molta energia dalla batteria; la stessa cosa accade su salite ripide, quando la velocità di rotazione delle ruote torna a calare per le basse velocità. I motori montati sul movimento centrale invece, poiché agiscono sulla trasmissione, possono lavorare sempre ad un regime di rotazione ottimale – se si ha l’accortezza di usare bene il cambio – consumando meno.


In generale inoltre – ma ci sono eccezioni – i motori centrali sono abbinati a sensori di torsione, che misurano lo sforzo del ciclista, e determinano una pedalata più naturale. I motori al mozzo invece – ancora, con eccezioni – sono abbinati a semplici sensori di pedalata, che determinano una guida meno naturale ma al tempo stesso permettono la cosiddetta “pedalata simbolica” (si veda la pagina relativa ai sensori di pedalata per approfondire questi aspetti). Il dibattito fra gli appassionati su quale tipo di motore sia “migliore” è aperto e a volte addirittura aspro. Il consiglio generico che possiamo dare è che se si ha un budget basso, si userà l’ebike su percorsi non troppo lunghi e con salite non troppo ripide, e si è interessati alla “pedalata simbolica”, allora sarà bene affidarsi a un motore sul mozzo anteriore o posteriore. Se invece si ha un buon budget, si pensa di usare la bici elettrica su percorsi lunghi affrontando anche salite ripide, e si ha una certa abitudine alla pedalata non essendo necessario affidarsi alla pedalata simbolica, allora sarà meglio puntare su un motore sul movimento centrale.

C’è da dire che il mercato sembra andare decisamente verso la direzione dei motori sul movimento centrale, preferiti da quasi tutte le grandi aziende del settore.

La qualità del motore

Una volta stabilito su quale tipo di motore puntare, non c’è in realtà molto altro da decidere. A meno di esigenze particolari (chi ad esempio usa l’e-mtb su percorsi molto ripidi, o chi trasporta grandi carichi con bici elettriche cargo, e può beneficiare quindi di una coppia molto elevata), sarà difficile notare differenze particolari fra varie marche in un tipico uso cittadino o da gite fuoriporta, anche per il limite di legge di 250W che li rende un po’ tutti simili. Ciò che fa la differenza in una bici elettrica sono i componenti abbinati al motore, soprattutto il tipo di sensore e la batteria, oltre che la garanzia e l’assistenza offerta da produttore e rivenditore in caso di guasti. Nei prossimi paragrafi introduciamo la differenza fra motori brushless e motori con spazzole, ma al giorno d’oggi tutte le bici elettriche dovrebbero avere motori brushless, e se vi stanno offrendo una bici con motore con spazzole allora si tratta di un modello vecchio che sconsigliamo di prendere in considerazione.

I motori per bici elettriche possono essere divisi in due grandi categorie: quelli “con spazzole” e quelli “senza spazzole” (noti anche come “brushless”). Senza scendere troppo in dettagli tecnici, la tecnologia brushless è quella più avanzata: la sua caratteristica fondamentale è che non è necessario installare un sistema di contatti su lamelle solidali al rotore.

Una bici con il motore montato sul mozzo posteriore

Una bici con il motore montato sul mozzo posteriore

In parole povere, questo si traduce nel fatto che il motore brushless, rispetto a quello con spazzole, è più leggero, più piccolo, più efficiente, e meno sottoposto a guasti. Le considerazioni da fare in vista dell’acquisto sono simili a quelle fatte nella pagina sulle batterie: se prevedete di usare l’ebike su percorsi brevi (10-15 km), con poche o nessuna salita, allora potete anche risparmiare un po’ e prendere una bici con motore con spazzole. Se invece pensate di usare la bici su percorsi più impegnativi, allora ha senso spendere un po’ di più per una bici con motore brushless, più leggero ed efficiente.

Altri dettagli tecnici relativi al motore

Secondo la direttiva europea 2002/24/CE, recepita in Italia con il decreto del 31 gennaio 2003 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, una bici elettrica deve avere un motore con potenza massima di 250 Watt; il motore si deve attivare automaticamente solo se contemporaneamente si pedala, e deve disattivarsi immediatamente quando si smette di pedalare; infine, il motore deve disattivarsi automaticamente anche quando si raggiunge la velocità di 25 km/h; oltre questa velocità è possibile andare, ma solo grazie alla forza delle proprie gambe (o in discesa!).

Se il motore non soddisfa questi requisiti (se è più potente, o se si attiva anche a pedali fermi), allora il mezzo su cui è montato non è dal punto di vista legale una bici, ma un ciclomotore (cioè un motorino vero e proprio, che semplicemente ha un motore elettrico al posto di uno classico a benzina), e deve quindi avere targa, assicurazione e tutte le altre noie burocratiche dei ciclomotori. Per approfondire quest’ultimo punto, consultate la pagina sulla differenza fra ebike e ciclomotori elettrici.

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