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Differenza fra bici elettriche a pedalata assistita e ciclomotori elettrici

6 ottobre 2013 • Guida all'acquisto

(vedi anche: guida all’acquisto delle bici elettriche)

Quello delle bici elettriche è un tema su cui si fa ancora molta confusione. Alcuni (pochi per fortuna) negozianti disonesti se ne approfittano, spacciando altri mezzi per bici elettriche. In questo articolo si cercherà di fare un po’ di chiarezza fra i numerosi termini (bici elettriche, bici a pedalata assistita, bipa, pedelec…) che vengono usati nel settore.

Uno dei vantaggi dell’avere una bici (elettrica o meno) è che può essere usata sia lungo le strade, sia lungo le piste ciclabili; inoltre, non ha bisogno di costose immatricolazioni e assicurazioni e chi la guida non ha l’obbligo del casco…chi vuole una bici, vuole

bici elettrica o ciclomotore? Dipende dalle caratteristiche tecniche

Bici elettrica o ciclomotore? Dipende dalle caratteristiche tecniche

anche tutti questi vantaggi. Ha quindi senso, per fare chiarezza su questo argomento, partire dalla legge, e capire che cosa è ufficialmente classificato come “bici”, e che cosa invece non lo è.

Il codice della strada (italiano e europeo) pone una serie di limiti ben precisi alla potenza delle bici elettriche; i mezzi che hanno un motore che supera questi limiti possono anche avere due ruote e dei pedali, ma non sono ufficialmente “bici”, bensì dei ciclomotori: in pratica dei motorini che invece di avere un motore a scoppio hanno un motore elettrico, e devono quindi avere targa assicurazione eccetera. Quali sono quindi questi limiti da non superare?

  • Il motore deve avere una potenza nominale massima di 250W
  • Il motore si deve attivare automaticamente, e solo in contemporanea alla pedalata; se i pedali sono fermi, il motore deve spegnersi.
  • La potenza fornita dal motore deve interrompersi del tutto al raggiungimento dei 25 km/h.

Le bici con motore elettrico che rispettano questi criteri sono chiamate “bici a pedalata assistita”, “bipa” o “pedelec”. Più ambiguo è il termine “bici elettrica”: viene spesso usato indistintamente per indicare sia le bici a pedalata assistita, che quei mezzi con motori potenti, che superano i limiti indicati sopra, e che, a rigor di legge, non sono in realtà bici, ma ciclomotori elettrici, come si diceva prima.

In questo sito parleremo quasi esclusivamente di mezzi riconosciuti dalla legge come “bici”; nei rari casi in cui tratteremo di mezzi più potenti (come ad esempio nella sezione “bici estreme”) specificheremo sempre che si tratta di veicoli che possono circolare solo con targa e assicurazione.

 Alcune considerazioni sui limiti di potenza per le bici elettriche

Differenze bici elettriche / ciclomotori elettriciI limiti alla potenza del motore delle bici elettriche a pedalata assistita indicati prima sono stati introdotti dalla direttiva europea 2002/24/CE, recepita in Italia con un decreto del 31 gennaio 2003. Secondo alcuni, i limiti sono troppo….limitanti, e andrebbero alzati. Noi siamo solo parzialmente d’accordo. Cerchiamo di spiegare il perché.

Le bici a pedalata assistita devono poter convivere con le bici normali, condividendo ad esempio le piste ciclabili. La limitazione a 25 km/h permette di raggiungere questo scopo. Avere bici elettriche che sfrecciano ai 40, 45, o 50 km/h sulle piste ciclabili, accanto a bici normali guidate magari da persone che giustamente vogliono andare piano, sarebbe molto pericoloso.

Nel momento in cui si fanno campagne per ridurre la velocità delle automobili nei centri urbani, ponendo limiti a 30 km/h, che senso ha mandare all’aria la “mobilità dolce” e reintrodurre la velocità proprio sulle biciclette?

C’è chi dice che 250W siano troppo pochi in salita. E’ bene ricordare che con 250W è già possibile superare salite intorno al 3-4% senza fare alcuna fatica; certo, se la pendenza sale, è necessario impegnarsi nella pedalata e aiutare il motore. Per questo crediamo che ci debba essere un dibattito riguardo alla possibilità di alzare il limite di potenza del motore, per avere una maggiore assistenza in salita; crediamo tuttavia che sia giusto mantenere il limite a 25 km/h per mezzi che siano considerati agli occhi della legge come “bici”.

Se si vogliono usare mezzi più veloci è possibile poi pensare a una categoria simile alle S-Pedelec tedesche: bici elettriche con la possibilità di arrivare fino ai 45 km/h. Crediamo sia giusto però distinguere questa categoria, introducendo qualche controllo in più, per la sicurezza di tutti. Senza arrivare a imporre gli obblighi (e le spese) burocratici presenti per i ciclomotori, si potrebbe pensare a un limite d’età, o a un controllo periodico dell’efficienza del mezzo.

Per diffondere l’uso delle bici elettriche cargo poi si sta pensando anche a una nuova classe di motori, con potenza fino a 1000W per poter spostare carichi pesanti anche in salita, ma velocità comunque limitata.

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Ti potrebbe interessare anche il nostro manuale sulle bici elettriche (in formato cartaceo o ebook).
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18 Responses to Differenza fra bici elettriche a pedalata assistita e ciclomotori elettrici

  1. Antonio Quarta scrive:

    Ok io ho un ebike piu veloce e vorrei fare un assicurazione x stare tranquillo

    • laura scrive:

      ciao a tutti e a te Antonio Quarta. Ho bisogno di un consiglio; per grossi problemi alle ginocchia non posso purtroppo pedalare ( nemmeno con un rapporto agile) ma ho sentito dire e letto qui che ci sono bici ” che vanno da sole” MI date riferimenti a marche e modelli, e mi riferite come vi ci trovate? Mille grazie : Laura

  2. Nicola scrive:

    Hai perfettamente individuato il problema. La bici è la bici proprio perché sei tu a farla andare non un motore elettrico, altrimenti perché prendere una bici e non un motorino?
    Il concetto della bici elettrica nasceva dall’idea di permettere anche ai meno allenati e alle persone anziane di poter far una sana passeggiata in bicicletta, magari anche su percorsi non proprio pianeggianti, senza doverci rimettere un polmone o rischiare un arresto cardiaco. Vedo in giro molte persone, sopratutto ragazzi, che invece lo hanno inteso come mezzo per aggirare la legge sui limiti di velocità e le relative assicurazioni. Se queste esistono per i mezzi “veloci” e per le bici no un motivo ci deve pur essere. Comunque resto dell’avviso che anche la bici con pedalata assistita, in fin dei conti, non sia una vera bici.

  3. Dario scrive:

    Sono limiti fatti apposta per far lucrare le assicurazioni e le amministrazioni. Ricordo che si può sfrecciare a velocità elevate spingendo forte sui pedali e se c’è una discesa con una bici stradale, altro che 40 o 45 km/h. Basta fare delle leggi NON LUCRATIVE come ad es., sulle piste ciclabili, si potrebbe andare a motore acceso, solo se la tua bici è da 250w, se è più potente va spento il motore. Su strade dove circolano le auto, un Po di Potenza in più ti può togliete da certe situazioni con più sicurezza. Ancora, controllare i limiti di velocità come sulle auto. Certo se una bici sfreccia in salita a 50 orari…..ripeto, in discesa anche lieve, non c’è bisogno del motore se si vuole falciare qualcuno.
    Si facciano norme più restrittive sui SUV, le auto potenti…un individuo poco più che ragazzino può guidare mezzi potentissimi..ma di che stiamo parlando. Anche in questo caso le norme sono regolate dall’Altissimo valore morale del lucro.

  4. Dario scrive:

    Inoltre se uno pesa 90 kg non essendo un atleta ciclista, ed un’altra persona ne pesa 40 con motori a diversa Potenza potrebbero andare alla stessa velocità, e di certo l’una supererebbe una salita anche ripida, l’altro potrebbe avere un infarto.
    Non dico di non porre limiti di Potenza ma almeno di lasciare una doppia scelta (ad es max 500w) per chi è più pesante e deve affrontare spesso salite ripide

  5. Andrea scrive:

    mi piacerebbe far fare una salita anche di soli 1,3 km e con una buona pendenza (come potrebbe essere quella cittadina a Firenze che porta dal Piazzale di Porta Romana al Poggio Imperiale agli Autori del Regolamento che prevede l’obbligo di pedalare comunque pena la disattivazione della ”dinamo” elettrica con una bella Artrite Reumatoide alle articolazioni ginocchia caviglie piedi con valori a AR a 250.000.
    E’ come pretendere di mettere delle zavorre supplementari da 2 quintali a chi è costretto sulle sedie a rotelle. La gente sana purtroppo non contempla mai chi è colpito da invalidità pesanti.

  6. […] Da notare che le biciclette a pedalata assistita devono avere determinate caratteristiche per essere considerate tali dalla legge, ad esempio se non si pedala il motore deve spegnersi da solo. […]

  7. Aldo scrive:

    Che mi dite sulla categoria L1e-A?
    A Rotterdam ho guidato uno scooter omologato ma senza targa e senza casco.
    Velocità massima 25Kmh, potenza motote 750W.
    Non è una pedelec (non soggetta ad omologazione) ma tuttavia non ha bisogno di targa.
    Qui non siamo in Europa?

    • Paolo Volpato scrive:

      Salve Aldo, grazie per il suo contributo.
      Esatto, i veicoli con limite a 25km/h e potenza fra 250W e 1000W sono classificati secondo il sistema europeo come L1e-A. Hanno bisogno di una forma di omologazione ma non di targa.
      Tuttavia, il codice della strada italiano non ha (ancora) recepito queste norme, per cui non crediamo che mezzi come questi possano circolare in Italia.

  8. Luca Napoli scrive:

    In tutti questi discorsi non ho capito una cosa. Ho letto che con velocità superiore ai 25km/h e con motore elettrico superiore a 250w è necessaria una targa e pure l’assicurazione, quindi vale anche per una pedelec da 850w? La legge italiana permette di targare un mezzo di tale potenza?
    fatemi sapere vi prego…

    • Paolo Volpato scrive:

      Salve Luca,
      a quanto ci risulta il mezzo di cui parla andrebbe omologato come ciclomotore. Ci risulta anche che operazioni di questo tipo siano molto complicate da fare, in pratica.
      La cosa migliore che può fare è contattare la locale Motorizzazione Civile e sentire che le dicono. Ci faccia sapere!

      • Luca Napoli scrive:

        Grazie per la dritta!

      • Nicola natale scrive:

        Io ho comprato una ebike speed45 con intenzione di immatricolarla.acquistata metà febbraio 2015 e dopo molti mesi di iter a fine giugno ho ricevuto targa e libretto.ps sono disponibile per informazioni al riguardo.saluti nicola

        • Salvatore scrive:

          Potresti darci qualche altro dettaglio in merito all’immatricolazione?
          Quanto costa la procedura di immatricolazione? Una volta ottenuta occorre pagare la tassa di possesso annuale? Se sì, quanto? Occorre pagare l’assicurazione? Se sì quanto?
          Grazie.

        • andrea scrive:

          non sono un robot

  9. Francesco scrive:

    Perchè invece non scriviamo al ministero perchè recepisca la legge europea?
    Se lo facciamo in tanti, magari muoveranno il mouse…

  10. […] “esplodere” questa sana abitudine in costante crescita, è stata la comparsa delle biciclette a pedalata assistita; questi ibridi che riescono a risolvere diversi problemi tra quelli precedentemente […]

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